“E dissi alla foglia” di Mariantonietta Valzano

E dissi alla foglia ” vola….vola più in alto che puoi

e porta il mio bacio agli angeli “

La foglia iniziò a volteggiare

ma poco più su poteva andare

“perché non sali?”

La foglia fece dei ghirigori leggeri intorno a me

Il vento erano le sue ali

Capii che non vi era meta nel suo percorso

Una lacrima rigò il mio volto

Abbassai lo sguardo sul tappeto di colori

che crepitava sotto i miei passi

In quell’istante la foglia

si poggiò sulla mia spalla ….

Un lieve tocco… Un brivido…

” non posso volare più in alto…

Perché i tuoi desideri mi vogliono quaggiù ”

In quel momento…il mio respiro

si perse nel sussurro del vento.
Mariantonietta Valzano

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foto dal web

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Laura Sabatelli e “La magia soffia sempre” di Maria Rosaria Teni

COME DA TRADIZIONE OGNI FIABA O FAVOLA CHE SI RISPETTI INIZIA CON C’ERA UNA VOLTA E ANCHE QUESTA SERA POSSIAMO DIRE: “C’ERA UNA VOLTA LAURA SABATELLI…
In questo articolo-intervista che ho realizzato durante una presentazione del suo libro “La magia soffia sempre” sono lieta di presentare una donna speciale nonché una scrittrice di talento e di grande sensibilità. Brevi e doverosi cenni biografici:
SABATELLI LAURA È NATA IN PUGLIA, DOVE ORA RISIEDE, HA STUDIATO A LECCE CONSEGUENDO IL DIPLOMA DI ABILITAZIONE MAGISTRALE E PROSEGUENDO GLI STUDI PRESSO L’UNIVERSITÀ DI LECCE E DI PISA, LINGUE E LETTERATURE STRANIERE. HA CONSEGUITO UNA SPECIALIZZAZIONE BIENNALE PER SUPPORTO DI DISAGI SCOLASTICI SPECIFICI, PARTECIPANDO A CORSI DI AGGIORNAMENTO IN MATERIA DI “INTEGRAZIONE SCOLASTICA HANDICAPPATI”, PRESSO IL PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI FIRENZE, NELL’AMBITO DEI PAESI DELLA COMUNITÀ EUROPEA. HA SVOLTO LA SUA CARRIERA DI INSEGNANTE IN TOSCANA.
HA VIAGGIATO MOLTO APPROFONDENDO CULTURE E RELIGIONI, TEMATICHE SOCIALI, PSICOLOGICHE, FILOSOFICHE, SPIRITUALI, STUDIANDO E CONTATTANDO PIÙ DA VICINO VARIE CORRENTI CULTURALI E SPIRITUALI.
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-Ha pubblicato nel 1988 con ed. BETA il libro di poesie “CANTI D’AMORE”, premiato a Firenze  nel 1988, con Segnalazione d’Onore, in occasione del “Premio Internazionale Firenze”. -Nel 2008 il testo di narrativa “TESSITORI D’AMORE” ed. IL FILO, ROMA.  -Nel 2011 il  libro di poesie “IL RESPIRO GIOIOSO” – ed. MEF L’AUTORE LIBRI  FIRENZE. -Sue poesie sono state pubblicate nelle antologie di ALETTI EDITORE : “TRA UN FIORE COLTO E L’ALTRO DONATO 2011” –  “IL TIBURTINO 2012”  (con menzione d’onore) – “POESIE DEL NUOVO MILLENNIO” 2012 – “IL FEDERICIANO” 2012- 2013 – 2014. -Nel 2012 viene pubblicato il suo saggio “I FIGLI  DEL VENTO DELLA STORIA”  ALETTI  EDITORE. -Sono state pubblicate sue poesie in antologie di autori vari, “ORGOGLIO  DONNA” 2011 – “INCANTESIMI DI DONNA” 2012-  “SOSPIRI DI DONNA” 2013- “LA FORZA DI ESISTERE” 2014.   Editore PIETRO SANTORO, Galatina –Lecce -15 sue poesie  sono pubblicate nell’Antologia “ALISEI” Collana ‘Paroleinfuga’ -2014 Editore ALETTI. -Poesie pubblicate in Antologia “SENTIRE” 2014, Editore PAGINE. – Suoi racconti sono stato pubblicati nelle ANTOLOGIE: ARTE”, Concorso “150 Strade”, edizioni ‘CENTOCINQUANTALIBRI’ Roma 2014. CHE  RUMORE  FA  LA CITTᾸ” – SENSOINVERSO EDIZIONI Ravenna 2014 -Ha pubblicato un libro di fiabe in collaborazione con la coautrice Zoli Liliana, intitolato “NONNO  TANTOTEMPOFA  RACCONTA” – VERTIGO EDITORE 2014. -Ha pubblicato il  libro di fiabe “LA  MAGIA  SOFFIA  SEMPRE”  MONTEDIT  EDITORE dicembre 2015.

pPREMI E SEGNALAZIONI

-Segnalazione d’onore, sezione  silloge di poesia edita, dal titolo “CANTI D’AMORE”  nel PREMIO INTERNAZIONALE  FIRENZE, centro culturale Firenze Europa, Palazzo Vecchio, 10 dicembre 1988.

-Seconda classificata nel CONCORSO INTERNAZIONALE ”EMOZIONI IN BIANCO E NERO”  sezione fiabe, a Poggio Imperiale, 20 settembre 2014, per la fiaba “LA CASA DEL CUORE”.
-Terza classificata nel concorso internazionale”AMICI  SENZA CONFINI” 2015, sezione narrativa a  tema. 
Roma 16 maggio 2015.
-Finalista nel concorso letterario “SUL SENTIERO DEGLI ANGELI”, sezione racconti, Roma 25 luglio 2015.
-Ha ricevuto la Menzione d’onore 2014 e la Menzione d’Onore 2015, sezione poesia, nel concorso “POETI E SCRITTORI UNITI IN BENEFICENZA”-Torino.
– Ottiene il secondo posto nel PREMIO BrainGnu 2015, per la raccolta di racconti “Il nostro condominio Terra”.cover
 DETTO QUESTO CI APPRESTIAMO A SCOPRIRE IL SUO ULTIMO LAVORO: LA MAGIA SOFFIA SEMPRE, UN ALTRO LIBRO DI FIABE SCRITTO INTERAMENTE DA LEI.
D.:COSA TI HA PORTATO ALLA STESURA DI QUESTO LIBRO CHE SI COMPONE DI 14 FIABE?
Laura mi risponde: «In  un certo senso sono stata incoraggiata dal fatto che una fiaba inserita in questo testo è stata classificata al secondo posto nel concorso internazionale “EMOZIONI IN BIANCO E NERO 2014, indetto da Edizioni Del Poggio. Ho ripreso altri spunti e idee che avevo già e ho completato queste 14 fiabe che la casa editrice Montedit di Melegnano ha pubblicato ben volentieri.

D.: LA FIABA, A DIFFERENZA DELLA FAVOLA, REGISTRA LA PRESENZA DELL’ELEMENTO MAGICO CHE SPESSO SI SVILUPPA DA UNA NARRAZIONE DI ORIGINE POPOLARE E SOTTINTENDE UNA MORALE CHE SI ESTRAPOLA DAL VIAGGIO COMPIUTO NEL MERAVIGLIOSO. VORREI SAPERE COSA RAPPRESENTA PER TE LA FIABA E SE PENSI CHE ABBIA ANCORA UNA QUALCHE VALENZA IN UN MONDO DI VIDEO E DI PRODOTTI DIGITALI?

Laura: Parlando con genitori e amici sento che ancora c’è la bella abitudine di leggere qualcosa ai bambini prima che si addormentino. Inoltre ci sono audiolibri, c’è l’ascolto, le fiabe che diventano video e film (non parlo delle mie fiabe, parlo in generale) e tutti i moderni strumenti di comunicazione, per educare  bambini a diventare cittadini del Pianeta e a rispettare l’anima delle cose e della natura per un mondo più sano e gioioso. per un nuovo modo di vivere, più sano e robusto cominciando dal puro gioco magico delle letture adatte. 

 D.:NATURALE ARRIVA LA DOMANDA “CHE RELAZIONE C’È TRA POESIA E FIABA?”

 Laura: Le favole e le poesie non sono mai fuori moda. La poesia e le fiabe hanno a che fare con l’innocenza. Penso che sia necessaria una certa purezza del cuore, quello dei bambini, uno spazio del cuore in cui in seguito possa nascere la saggezza. La fiaba e le favole ancora suscitano l’attenzione e l’interesse dei nostri bambini. Il mondo dei bambini è già un mondo di poesia, la poesia pura dei loro occhi che ogni giorno scoprono qualcosa. Poesia che è anche stupore, meraviglia, a volte paure, ma sempre incanto davanti al mondo che si apre davanti ai loro occhi. E che cosa è la poesia se non il loro stupore candido davanti a ciò che ogni giorno guardano, scoprono, apprendono. I bambini amano ancora le fiabe, perché ritrovano il loro stesso mondo fatto di poesia pura, non ancora inquinato. Un mondo in cui vincono sempre i valori e le storie belle, dove è permesso immaginare e creare, pur affrontando le avventure di personaggi e vicende.  Un mondo che in seguito vedranno cambiato, ma le fiabe serviranno a lasciare intatta quella luce  e quel modo di vivere la vita con uno sguardo poetico, cioè proteso sempre a vedere il bello e il buono che c’è sulla terra e non solo il buio.  Pur rimanendo con i piedi per terra. La poesia e la fiaba non servono a trascinare in un mondo utopistico e irreale astratto ma a  vivere in un modo più creativo e sano. 

D.: NEL TUO LIBRO LA QUOTIDIANITA’ È FILTRATA DALLA NARRAZIONE FLUIDA E LIRICA E LE MAGIE E GLI INCANTESIMI ALLEVIANO O TENTANO DI ALLEVIARE LE MISERIE UMANE, DANDO UN TOCCO DI SOLLIEVO A UN VISSUTO ICASTICAMENTE DOLOROSO. NELLE 14 FIABE DEL LIBRO C’È UN MACROCOSMO CHE SI ANIMA DI SENTIMENTI E GLI ESSERI TUTTI SI MUOVONO PER RAGGIUNGERE DELLE FINALITÀ UNIVERSALMENTE ACCLARATE. GLI STESSI ANIMALI, VERI O INVENTATI, PENSANO, SENTONO E SOFFRONO NELL’INFINITO CREATO DA ESPLORARE. LE FANTASIE CHE PRENDONO FORMA SONO IL FRUTTO DELLE ESPERIENZE DELL’AUTRICE CHE HA VIAGGIATO MOLTO, ARRICCHENDO IL SUO BAGAGLIO NON SOLO CULTURALE MA ANCHE EMOTIVO E TRADUCENDO LA SUA VOLONTÀ DI COMUNICARLO ATTRAVERSO LA STRUTTURA FAVOLISTICA ANIMATA DAL SUO IMMAGINARIO INTIMO. QUALE OBIETTIVO HA LA FIABA DUNQUE?

Laura : Le favole possano essere fonte di riferimento  che  riguardano la capacità dei bambini di vivere ed elaborare Emozioni e Sentimenti. Attraverso la favola  antica o moderna, vengono alla luce i cambiamenti in atto che riguardano da vicino la persona, il valore della vita, il senso di ciò che conta e no, toccano il modo in cui si costruisce la coscienza, in cui si valutano le situazioni, si acquisisce il senso di sé, delle relazioni, della convivenza civile e delle relazioni. Aggiungo che scrivere fiabe e favole ancora  oggi, certo per  ri-trovare il tempo per sognare e per immaginare, per riscoprire archetipi e sogni sepolti, il tempo per comprendere, ascoltare, imparare ad inglobare la dimensione  creativa, riattivare l’immaginazione con il suo potere estetico e terapeutico. I temi e le situazioni   cercano di creare situazioni incantate, guardando dalla parte del bambino, ma anche di suscitare e valorizzare l’attenzione a sentimenti e atteggiamenti sani e frizzanti, con divertimento e ironia, escludendo il peso della didattica moraleggiante o di spauracchi di mostri e orchi. I racconti, le fiabe e le favole per bambini hanno il grande compito e la responsabilità  di instillare nel cuore dei bambini che leggono o ascoltano, valori che rimangono per sempre come ricordi pieni di colori e di avventure. Divertono, sorprendono, incantano, ma lasciano anche semi preziosi. Attraverso le vicende dei personaggi delle fiabe i piccoli lettori rivivono tutte le  emozioni: la gioia, le paure, la rabbia, il  coraggio e l’autostima, l’attenzione verso gli altri, la condivisione,  l’importanza della lealtà, eccetera. Ѐ una sorta di terapia liberatoria e costruttiva.  Lo psicologo Jung ed altri suoi colleghi hanno parlato di archetipi, di immagini di base  che noi abbiamo nella mente e che ereditiamo da genitori e che l’ambiente nutre o deforma. Immagini, idee, ricordi,  che a volte vengono distorte dall’esterno e allora il racconto, al fiaba in questo caso serve a guarire a riempire di significati costruttivi.  Alla fine i personaggi delle fiabe e delle favole sono solo le voci dell’anima che vivono in tutti noi. E queste voci, queste immagini continuano il loro racconto, anche dopo che il libro viene chiuso. Leggendo un racconto, una storia, i bambini, ma anche noi adulti, ci identifichiamo con qualche personaggio. Se le storie, i cartoni animati eccetera, fanno vincere i personaggi violenti è ovvio che i bambini si identificano con i violenti. E allora le storie, le fiabe hanno come compito, come dovere quasi, quello di illuminare i valori sani di fondo dell’intera umanità nascosti e disegnati dai personaggi magici. I nuovi tempi che viviamo ci dicono di continuare a sognare come diceva Steve Jobs, ma di tenere ben piantati i piedi per terra e di guardarci intorno. Le Cenerentole che diventano principesse ora diventano persone che riscattano la tristezza e la povertà interiore, che si riprendono la loro regalità interiore.  L’importanza del guardarsi dentro e non solo fuori, per conoscere se stessi veramente, come per es. un diario amico, come aiuto per esprimere i propri pensieri e sensazioni, per conoscere se stessi, come per es. ho scritto nella fiaba “Il quaderno a forma di foglia”. Occorre colmare i vuoti di paura, di egoismo,  con visioni di forza, di comunicazione giusta con tutti, di aiuto, di voglia di imparare, di un minimo, almeno, di disciplina, di libertà di idee e di creatività, pur ascoltando consigli e seguendo esempi.  Il potere dell’immaginazione creativa è stato descritto da molti scrittori e saggisti illuminati. Invitare i bambini a sviluppare la creatività e l’immaginazione creativa è un grande aiuto e dono per loro. Li aiuta a diventare più liberi e più padroni di se stessi per non cadere in trappole di idee e correnti di vario genere, accettate passivamente.  Tali immagini lavorano in loro in una meditazione quasi inconsapevole e portano sicuramente a frutti concreti. Invitare i bambini  a leggere, ad ascoltare, a creare qualcosa, un’idea, un disegno, un progetto  è dare loro un’arma potente che li aiuterà sempre. I primi, i primissimi anni dei bambini, lo sappiamo tutti, sono fondamentali, importantissimi, per improntare e impostare un po’ tutta la loro vita. Messaggi e file inseriti in loro, nel meglio o nel peggio, condizionano le loro scelte e comportamenti futuri. Pensiamo un po’ che responsabilità da parte anche degli adulti nei loro riguardi! L’ho scritto in un mio saggio pubblicato sul rapporto genitori-figli.  reare individui liberi da correnti trascinanti di comodo. Io chiedevo sempre ai miei alunni: tu cosa pensi di questo? tu cosa faresti in questo caso? La meraviglia delle risposte ancora mi risuonano dentro. E tutte erano basate su espressioni, parole, fatte di condivisione, allegria, ironia, saggezza ed equilibrio, rispetto, e anche forza nel voler agire e difendersi al meglio da prove e ostacoli. Quasi tutti dicevano e dicono di volere un mondo come una famiglia dove non si litiga mai. Questo è il compito del sapere, del leggere, dei racconti e delle fiabe. Riscoprire valori e archetipi che sono già in noi e che sono stati spesso sepolti e ritenuti superati. Socrate, che praticava l’arte della maieutica,  diceva: conosci te stesso, diceva che lui estraeva tirava fuori ciò che c’era già nei suoi allievi. E così speriamo che fiabe e racconti simili servano a far venire alla luce nei nostri figli (e anche in noi) i bellissimi valori già presenti, inseriti in tutti noi. 

D: AMBIENTI E PAESI NELLE TUE FIABE SONO IMMAGINARI O REALI E QUANTO I TUOI VIAGGI HANNO INFLUENZATO LA NARRAZIONE? AD ESEMPIO “IL MULINO DELLE PREGHIERE” È AMBIENTATA TRA NEPAL E INDIA E PRESENTA UN’INTERAZIONE TRA CIVILTÀ E MODI DI PREGARE.

Laura: Sicuramente molto. Ho avuto la fortuna e il coraggio anche di viaggiare, per quanto mi è stato possibile. Ad ogni ritorno raccontavo ai miei alunni tutto il percorso, le curiosità, le piccole avventure. E si lavorava anche su questi temi e culture diverse. ovviamente si divertivano e si appassionavano moltissimo. Pur rispettando le nostre tradizioni e ideologie e culti religiosi, la visione globale del mondo allarga gli orizzonti, e ci possiamo sentire così abitanti di un’unica casa, nonostante i conflitti e le guerre attuali. Di solito il risultato era che apprezzavano ancora di più il privilegio di vivere in condizioni abbastanza agiate e aumentava in loro l’attenzione e la sensibilità verso un’umanità più bisognosa.

D.:È ORMAI INDUBBIO CHE IL FASCINO DEL LIBRO SIA IN QUEST’ ATMOSFERA MAGICA CHE SI RESPIRA SUBITO E CHE CI PORTA IN UN MONDO PARALLELO BEN LONTANO DALLA ROUTINE. QUESTO PERÒ FINO A QUANDO NON HO LETTO UNA FIABA CHE MI HA COLPITO PARTICOLARMENTE PROPRIO PERCHÉ AFFRONTA UN TEMA SPINOSO E PURTROPPO ATTUALE: LO SFRUTTAMENTO DEI BAMBINI E LA MANODOPERA MINORILE UTILIZZATA SENZA CRITERIO E REGOLAMENTAZIONE. UN TEMA SOCIALE SCABROSO CHE URTA LA SENSIBILITÀ E AVVILISCE LE COSCIENZE. NE PARLI NELLA FIABA “LE CAVERNE DI SMERALDO”

Laura: Occorrono nuovi eroi vincenti, ma non violenti, col cellulare in mano e con un cuore nuovo. I bambini,ora, hanno bisogno di iniezioni potenti di coraggio e di forza e non solo di protezioni e comodità. E questo discorso vale per bambini che vivono in condizioni agiate o privilegiate. Per altri non c’è nemmeno il diritto alla sopravvivenza. Ecco l’importanza delle letture, delle fiabe e dei racconti per porre l’attenzione a tutte le situazioni umane, per non chiudere i nostri bambini in oasi di egoismo e di sogni di successo esteriore immediato. argomenti che riguardano le  emozioni, la gioia, le paure, la rabbia e tutti i sentimenti non positivi da affrontare, le insicurezze. il  coraggio e l’autostima, l’attenzione verso gli altri, la condivisione,  l’importanza della lealtà, la sensibilizzazione per chi ha meno e vive in condizioni di disagio e bisogno, l’ironia e il gioco.   Con leggerezza e divertimento e senza pesanti ammaestramenti o noiose prediche.

D.: IL MESSAGGIO CHE TRASMETTE LAURA È EFFICACE E DI GRAN LUNGA RILEVANTE ANCHE NELLA FORMAZIONE DELL’IDEA CHE IL PICCOLO LETTORE SI VA COSTRUENDO DEL MONDO. IL MULINO DELLE PREGHIERE O LA CAVERNA DI SMERALDO, PER CITARNE SOLO ALCUNE, CONTENGONO, NELLA LORO DIRETTA E LINEARE NARRAZIONE, CONCETTI DI GRANDE SPIRITUALITÀ CHE AIUTANO A ESPANDERE LA COSCIENZA, A DIVENTARE FORTI E AD AFFRONTARE OSTACOLI SPESSO INSORMONTABILI. OGNI STORIA DUNQUE È SCRITTA IN MODO MIRABILE E CONTIENE IMPAREGGIABILI TESORI DI SAGGEZZA CHE NUTRONO L’ANIMA E INDUCONO A UN’ESEGESI DELLA VITA E DEL DESTINO UMANO, REALIZZANDO INFINE UNA PROSPETTIVA MENTALE PACIFICATA CON L’ATTUAZIONE CONCRETA DI AZIONI MIGLIORI. IN QUESTO LIBRO LA FIABA DIVENTA VEICOLO ESPRESSIVO UTILE A FAR CRESCERE I BAMBINI E POTENZIARNE LA CAPACITÀ DI AFFRONTARE E PARLARE DEI PROPRI VISSUTI INTERIORI, IN PARALLELO CON I MONDI IMMAGINARI, I PERSONAGGI E LE VICENDE IN CUI SI FONDONO MAGIA, MERAVIGLIA, CONFLITTI, ATTRAVERSO UN’ ESPOSIZIONE FANTASTICA CHE DIVIENE ELEMENTO CHIAVE UTILIZZATO PER ESPLORARE INDIRETTAMENTE IL MONDO INTERIORIE DEI BAMBINI E PER INSEGNARE LORO A RACCONTARE E A RACCONTARSI.

Laura: termino dicendo che il fondatore dell’antroposofia Rudolf Steiner che si occupava di studi sulla natura umana diceva che LE FIABE hanno il merito di ‘risvegliare l’anima alla Vita’ in un mondo, quello odierno raramente attento ai problemi degli altri.Per me i bambini sono un patrimonio dell’umanità, occorrerebbe un grande decreto per proclamarli autentico patrimonio dell’umanità, di qualsiasi nazione essi siano. Il mondo sarà nelle loro mani è indiscutibile. Trasmettere in qualsiasi modo il coraggio di desiderare e sognare, che è creare, lo dobbiamo passare alle generazioni future. E incredibile leggere in alcuni articoli di giornali che bambini in condizioni veramente tristi lavorano per scavare materiali come Coltan, cassiterite, tantalio, wolframite etc. che serve per apparecchi tecnologici. Io lancio anche un appello che appare nell’ultima fiaba, non certo per rattristare i bambini che leggono ma solo per sensibilizzarli. Ed  spero che anche le fiabe diano il loro contributo grande o piccolo per aiutarli a diventare gli eroi solari del nostro tempo attuale e futuro.

D.: È UN LIBRO CHE OFFRE DIVERSI SPUNTI DI RIFLESSIONE E INVITA A EVENTUALI APPROFONDIMENTI. IL TUTTO AFFRONTATO CON UN LINGUAGGIO CHE OSEREI DIRE È IL LINGUAGGIO DELL’ANIMA. A CHI È RIVOLTO IL LIBRO? DIRETTAMENTE AL LETTORE, BAMBINO O ADULTO CHE SIA, RITENENDO CHE PER QUANTO RIGUARDA IL PRIMO, EGLI PUÒ LEGGERLO DIVERTENDOSI ANCHE PER LE SITUAZIONI A VOLTE BUFFE, TALVOLTA PARADOSSALI, IDENTIFICANDOSI PROBABILMENTE CON ALCUNI PERSONAGGI CHE POTREBBERO ESSERE MODELLI DI COMPORTAMENTO, MENTRE L’ADULTO, INDUBBIAMENTE AFFASCINATO DAL LINGUAGGIO METAFORICO, POTREBBE ESSERE INDOTTO AD UN’AUTORIFLESSIONE PORTATRICE DI MODIFICA DI ALCUNI COMPORTAMENTI CHE SONO DI OSTACOLO NELL’AFFRONTARE LA VITA DI TUTTI I GIORNI.

È EMERSO DA QUESTO INCONTRO UN FATTO INDISCUSSO: I RACCONTI E LE FIABE HANNO IL  COMPITO E ANCHE LA RESPONSABILITà DI INFONDERE, NEL CUORE DI CHI ASCOLTA, VALORI IMMUTABILI E UNIVERSALI, PUR FACENDOLO CON LEGGEREZZA, INCANTESIMI E MAGIE, E SEMINANO NEL CONTEMPO INSEGNAMENTI PREZIOSI CHE AIUTANO A VIVERE MEGLIO.
Maria Rosaria Teni

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“Dis-abilità: la malattia vista con gli occhi del cuore. Un inno alla “Buona Vita” di Irene Fornasa

locandina-novoliLa sera della presentazione del libro Sulle orme della sclerosi multipla di Maria De Giovanni, organizzata dall’Associazione Culturale “Viva Mente” in collaborazione con il Comune, l’aria a Novoli (Le) – ex Asilo Tarantino – è fredda, non sembra una tipica serata d’estate; il pubblico si stringe in attesa delle parole d’apertura. Dopo le parole di apertura del rappresentante di Viva Mente, ing. Roberto Mello, si avvicendano i ringraziamenti del vice-sindaco Pasquale Palomba, la breve introduzione del moderatore della serata Francesco De Pascalis e il commento da un punto di vista medico del dr. Luigi Manca a disegnare i contorni della storia e il profilo dell’autrice.

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Seduta dritta, un sorriso radioso sulle labbra, mani che danzano nell’aria a sottolineare con espressività il suo racconto, Maria colpisce per l’energia e il calore che mette in ogni suo gesto e parola, scuotendo il pubblico per il contrasto col dramma della sua condizione. Il libro, come spiega l’autrice, racconta la storia di una giovane donna e madre di tre bambine, che si trova ad affrontare la realtà di una malattia incurabile, con il corpo che pian piano sfugge al suo controllo: si tratta della sclerosi multipla (SM).

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Ma che cos’è la sclerosi multipla? Con una semplice ma efficace metafora, Maria ci illustra cosa succede all’interno del corpo umano … Immaginiamo che il neurone sia un filo di corrente e la guaina che lo ricopre la guaina mielinica; se la guaina viene danneggiata allora i segnali inviati dal neurone si interrompono o vengono danneggiati e se questi danni si ripetono, ecco che si formano delle cicatrici, dette placche. Da qui il nome della malattia, poiché in latino sclerosi multipla significa ‘molte cicatrici’. Si tratta di una malattia autoimmune, cronica, che porta a problemi alla vista, balbettii, intorpidimenti a varie parti del corpo e che esiste in varie forme; l’autrice spiega tutto ciò e molto altro nel suo libro, filtrando il complicato linguaggio medico attraverso la sua esperienza personale, regalandoci una sorta di piccolo manuale dal contenuto chiaro e puntuale, comprensibile a tutti.

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Piccoli episodi della quotidianità dell’autrice costellano il suo racconto, regalando momenti dolce-amari: il gioco degli ‘angeli’ insegnato alla figlia di 2 anni e mezzo a casa con lei durante il giorno, un grido d’allarme travestito per far arrivare subito i soccorsi quando la SM le strappava il controllo del corpo; l’acquisto di un paio di scarpe col tacco in compagnia di una delle sue altre figlie, accompagnato dallo sguardo incredulo della commessa, fisso sull’incriminata sedia a rotelle che la sosteneva, testimone inconfutabile della sua condizione di malata; l’impossibilità a scrivere un articolo per il suo lavoro giustificandosi con un “non c’era corrente”, quando invece era lei a “non avere corrente” perché non ci vedeva dall’unico occhio ancora funzionante. Ascoltando Maria mettersi a nudo in questa storia di perdita e rabbia, dalla diagnosi fino all’incontro con la propria ombra allo specchio, che si tinge di voglia di lottare e forza di volontà, il pubblico si scioglie e si commuove, ride e piange a fasi alterne.

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Ecco la vera Maria, che la SM non può sconfiggere. Maria è grintosa, piena di vita, pronta a dare quanto può agli altri. Dal momento in cui si è decisa a uscire dal suo isolamento, la sua vita si è riempita delle attività più disparate, dall’università con una seconda e una terza laurea ai programmi radiofonici, alle attività di volontariato, alla fondazione di una associazione tutta sua, la Sunrise, con l’obiettivo di condividere la sua forza, il suo ottimismo e invitare alla vita chiunque se ne senta escluso. Perché, come scrive Maria alla fine del suo libro, “Il male è sempre al servizio del bene, sta a noi capire la chance che si nasconde dietro ogni evento negativo. Lottare per vincere, non mollare, crederci davvero”.

Irene Fornasa

 

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“A proposito di editoriale…” di Maria Rosaria Teni

indexQuesta riflessione giunge dopo aver letto l’editoriale del direttore de L’Espresso, Tommaso Cerno, apparso sul n.32 del 7 agosto scorso, in cui si coglie il senso di ciò che rappresenta oggi “essere schierati”, ossia stare dalla parte della verità, «…del buon giornalismo d’inchiesta». Nell’articolo di Cerno si sottolinea opportunamente che la funzione di un editoriale è appunto quella di «…condividere un po’ di questo modo di essere…», per citare testualmente e si mette a fuoco il punto nodale di un deficit politico-sociale che sta investendo i “delusi”, coloro che ormai non si riconoscono in alcun partito o schieramento e non assumono, pertanto, alcun leader politico a proprio rappresentante. Io penso che  “delusi” siano  coloro che si sono rassegnati supinamente a una politica personalistica e opportunista – quando non è ballerina; coloro che celano una coscienza tra le pieghe di un reflusso di uguaglianza mai raggiunta e di democrazia utopistica. Cerno ha messo in chiaro che  bisogna seguire una linea e non impaludarsi in un qualunquismo di comodo, una linea universalmente valida: la linea della verità, dell’onestà, della correttezza e della virilità intellettuale che assimila l’uomo a garante della democrazia  nel suo significato più autentico: potere del popolo.
La storia è disseminata da esempi illustri  di chi ha fatto sì che la democrazia concorresse a garantire uguali prerogative e uno stato di diritto. Oggi potremmo chiederci: quale diritto? Quello che si arroga il politico di turno per godere di privilegi stantii e vergognosi a scapito dell’assunzione di un’economia che strozza i cittadini? Quello che pervade la classe dirigente a dirimere le idee e le opinioni usando una miriade di mezzi di comunicazione, invadendo esseri inebetiti di messaggi avulsi dalla realtà e imbavagliando la libertà di espressione?
La libertà conquistata a “muso duro” è stata barattata in cambio di un acquiescente modus vivendi basato sempre più su un’omologazione assestata su modelli standard di società pseudo-civilizzata e moderna.
E allora mi sento di dire: «Alziamo la testa, risvegliamoci da questo intorpidimento esistenziale e cominiciamo a pensare autonomamente, a dire come e cosa pensiamo senza nasconderci e senza vergognarci di esporre le nostre opinioni!».
Raccontare l’Italia di oggi vuol dire forse sentirsi partecipi di una comunità che ancora amiamo. Esprimere il proprio pensiero e usare la penna consente di uscire dal vuoto di una realtà sovrappopolata di niente.
Maria Rosaria Teni

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“Il più bello dei mari” di Nazim Hikmet

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
Nazim Hikmet

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ph Eleonora Mello


 

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“Rinascere” di Maria Rosaria Teni

Dal terremoto de L’Aquila a oggi…un soffio o un’eternità? Il tempo non cambia i fatti…

Rinascere
da un utero sventrato
e rivedere il cielo

riassaporare il soffio
del vento sulla pelle
e respirare l’aria

tra macerie e urla
grida la vita
che pulsa tra vene
svuotate di sangue

tra rovine e carcasse
piange la vita
che muore tra pietre
derubate di fiori
© maria rosaria teni

a Marta
L’Aquila / una notte d’aprile

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“La mia storia” di autore anonimo – a cura della redazione

È arrivata in redazione una mail di una lettrice che ha inviato un racconto dal titolo “La mia storia”, accompagnandolo con queste parole: ” La storia che vi invio non è un vero è proprio racconto, è la mia storia e semmai la pubblichereste chiedo di poter restare dell’anonimato. Vi ringrazio per l’attenzione”. 
L’ho letta, dapprima con curiosità, man mano con attenzione crescente e, infine, con profonda partecipazione; dopodiché la condivido con voi, lettori di questa piccola isola letteraria che oggi avete raggiunto il numero di tredicimila e a cui va il mio sincero ringraziamento. È un modo, questo, di dimostrare la mia vicinanza a chi, in queste ore, vive momenti di alta drammaticità e di dolore. E mi fermo qui… [ M.R. Teni ]

LA MIA STORIA

«Sono talmente distrutta che non ho parole, ma le esprimerò con tutta la mia forza per cercare di rincuorare i terremotati del centro Italia

Abito a 27 km da L’Aquila, e me la ricordo ancora quella notte di sette anni fa, come se fosse ieri, mi ricordo di essermi svegliata all’improvviso, dormivo nel letto con mia sorella e nemmeno lei si accorse immediatamente di quel che stava succedendo, poi le urla di nostra madre mentre veniva a farci da scudo sul letto ci fecero capire tutto: era il terremoto.

 Allora scappammo giù per le scale di corsa, e mia madre che non ci faceva allontanare dal letto senza che l’avessimo rifatto fu un fulmine a trascinarci giù, insieme a mio padre che fu l’ultimo ad accorgersi della situazione, per sua fortuna il sonno pesante l’ha mantenuto tutt’ora.

 Uscimmo in pigiama, fuori si gelava ma nessuno se ne accorse, mia sorella corse a chiamare nonna che, poverina, non le bastavano mai 15 minuti per scendere le scale ma quella notte non ci mise neanche 10 secondi.

Non sapevamo dove andare ma la via era stretta e i tetti delle case potevano crollarci addosso da un momento all’altro, quindi in fretta raggiungemmo un posto più sicuro, dove c’era altra gente, confusa e terrorizzata come noi.

Cos’era successo?

Tremavamo ancora tutti per la paura, c’era panico e confusione ovunque, noi eravamo in macchina, lontano dalle case e si vedeva la statale, passavano in continuazione vigili del fuoco, ambulanze e anche carabinieri, tutti nella stessa direzione: L’Aquila.

Da quella notte la vita di molte persone cambiò, perché il peggio non fu il terremoto ma il seguito. Quando in molti attesero in preda alla disperazione che fosse ritrovato un familiare tra le macerie della propria casa, quando ti sentivi maledettamente in colpa per chi non ce l’aveva fatta.

Ma se ti giravi intorno, e vedevi arrivare volontari e soccorsi da tutta Italia, vedevi arrivare cibo in quantità industriale, ma soprattutto vedevi estrarre un bimbo di 2 anni rimasto sotto le macerie per un infinità di tempo, e lo vedi che è vivo il dolore che provi si attutisce un po’, almeno momentaneamente…

Da quel momento ogni volta che avviene una catastrofe naturale, mi spezza il cuore mi viene da piangere, perché so come ci si sente. Perciò voglio dire ai terremotati del centro Italia di tenere duro, di essere forti, noi vi siamo vicini!».

E per concludere con le parole di Theodore Roosevelt, aggiungo:Fate ciò che potete, con ciò che avete, dove siete…

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