“Volo” di Gabriella Petrelli


Nella metafora del volo si inabissa il pensiero rivolto al dolore del vivere, con la consapevolezza che l’uomo, con la sua povera corporeità materiale, non potrà mai sollevarsi dalle angosce insite nella vita, ma sarà condannato a vivere  “nel pantano dell’esistenza”, simile all’oscurità della notte. Per la rubrica “LA TUA POESIA” presentiamo oggi una lirica scritta con eleganza in uno stile lineare ma soffusa di dolente pessimismo che rappresenta il travaglio di un animo sensibile. Gabriella Petrelli, autrice di liriche intense e altamente introspettive, è ospite gradita della nostra rivista e collabora, con i suoi articoli, nella rubrica deidicata alla filosofia.[M.R.Teni]

Tu,maestoso uccello,

dolore della vita,

non dispieghi più

le tue libere ali

nel volo,

ma cammini

nel pantano dell’esistenza,

nelle doloranti e putrefatte piaghe,

con i tuoi feroci artigli

lasciandomi

nell’angoscia senza nome

della notte.

Ora sono avvolta dal silenzio,

dall’eco della mia preghiera inascoltata.

Gabriella Petrelli

ph mrt

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