IL PUNTO DI VISTA – “Perché ricordare l’Olocausto” di Mariantonietta Valzano


“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano

   In tutti questi anni di revisionismo e relativismo storico, da molte parti assurgono a critica regolare opinioni e giudizi per i quali non è ortodosso ricordare solo l’Olocausto, o in via prioritaria o semplicemente aver attribuito una Giornata della Memoria a tale catastrofe. Allora la domanda che ci si dovrebbe porre è: ma perché non si fa così anche per le altre stragi senza Dio e senza umanità come quella di Srebrenica, gli armeni, i curdi, gli Indiani d’America?
Perché si pone un accento particolare alla Shoah?
Bisogna analizzare i fatti e partire da due princìpi.

Il primo assunto da cui cominciare è che non ci sono orrori di serie A e quelli di serie B. Non ci sono neanche quantificazioni nella conta delle perdite che possano rendere un delitto, una strage, un genocidio meno grave o più accettabile rispetto ad altri. Il secondo punto è lo studio del fatto storico, risalendo alle sue radici, ai suoi perché fino ad arrivare a mettere al loro posto i tasselli ed imparare che certi fatti preludono a determinati errori.

Bene, se iniziamo a vedere l’Olocausto alla luce di questi due princìpi, emerge per la RAZIONALITA’ SISTEMATICA dell’orrore che è stato perpetrato. Ripeto non sto dicendo che gli altri genocidi siano più accettabili e meno gravi, non sto affermando che siano stati frutto del caso, assolutamente; sono stati progettati e perpetrati con pari e rivoltante malvagità, ma…l’orrore della Super-Sistematica-tecnologica-rigorosa pianificazione dello sterminio ebraico rende la Shoà un fatto pressoché troppo RAZIONALE per non indurre il dubbio che non era il Male che aveva intriso l’anima umana, ma era proprio l’anima del Male ad essere mimetizzata con sembianze umane a godere del dolore, a provare piacere fino a renderlo abitudine e quasi dovuto.

Sami Modiano ha detto: “Come faccio a dimenticare di aver visto bambini squarciati solo per il piacere di farlo”.

Ecco questa anima malvagia che si introduce nell’Umanità, una malvagità che conquista l’Umanità e la porta dalla sua parte (non dimentichiamo il consenso che aveva il nazismo nella popolazione tedesca), questa anima agisce disumanizzando l’Uomo, rendendolo asettico esecutore come durante il processo, affermò Eichmann, oppure rendendolo puramente cattivo, come affermano i sopravvissuti che ciò che resta nella mente nei ricordi è la cattiveria negli occhi degli aguzzini.

La stessa cattiveria che alberga in tutti coloro che hanno nutrito di odio sé stessi per poi uccidere, torturare, umiliare, stuprare persone di razze diverse e in ogni parte della Terra, in nome di una falsa ideologia e di una falsa giustizia.

La domanda che mi faccio da tanti tanti anni è: «Ma come è possibile che l’uomo si rivolti contro l’uomo, umano contro umano, fino ad infliggere una tale quantità di dolore da non riuscire neanche a sostenerne il pensiero?»

La risposta è che ad un certo punto si palesa sempre una Era in cui la povertà, la fame, le ristrettezze sono terreno fertile per costruire il nemico, anfora per essere colmata di odio e renderlo razionale, logico… reale ( vi ricorda qualcuno?..) fino a togliere ciò che di buono e luminoso ci rende meravigliosi: l’Amore inteso come solidarietà, equità, accoglienza…carità, parole tanto care a qualcun altro….

In tutto questo ABOMINIO, l’esempio supremo resta l’Olocausto, l’orrore dell’odio puro che ancora non è finito e non finirà fino a quando si continuerà ad alimentare la parte buia, quella della paura e della superbia, quella della superiorità e dell’ostilità, quella parte che si nutre di bugia.

Per questo dobbiamo stare attenti e ricordare, perché non accada mai più…perché siamo tutti umani e come tali siamo fragili e preda delle paure, che ci vengono inculcate proprio quando siamo più vulnerabili.

Sempre!
Mariantonietta Valzano