“Passato” di Vincenzo Cardarelli


I ricordi, queste ombre troppo lunghe

del nostro breve corpo,

questo strascico di morte

che noi lasciamo vivendo

i lugubri e durevoli ricordi,

eccoli già apparire:

melanconici e muti

fantasmi agitati da un vento funebre.

E tu non sei più che un ricordo.

Sei trapassata nella mia memoria.

Ora sì, posso dire che

che m’appartieni

e qualche cosa fra di noi è accaduto

irrevocabilmente.

Tutto finì, così rapito!

Precipitoso e lieve

il tempo ci raggiunse.

Di fuggevoli istanti ordì una storia

ben chiusa e triste.

Dovevamo saperlo che l’amore

brucia la vita e fa volare il tempo.

Tratte da Poesie, 1936, 1942 di Vincenzo Cardarelli

ph mrt

Nazareno Cardarelli alias Vincenzo Cardarelli nasce a Corneto Tarquinia (Viterbo), città etrusca e sito archeologico ancora oggi di notevole importanza, il 1° maggio del 1887 da Giovanna Cardarelli e Antonio Romagnoli. A pochi anni dalla sua nascita la madre viene cacciata da casa dal padre e questo avrà in seguito gravi conseguenze sul carattere del poeta. A diciassette anni a un anno dalla morte del padre Cardarelli si trasferisce a Roma dove intraprende i più svariati mestieri: l’addetto in un negozio di orologi, lo scrivano di un avvocato, l’impiegato, il contabile e infine dopo un periodo di fame, diventa articolista dell’ “Avanti”. Sono anni di duro lavoro, in cui Cardarelli arriva a scrivere due articoli al giorno, ma anche anni pieni d’iniziativa e spirito creativo. Il poeta dà vita a delle rubriche come “Gocce di Sangue” (cronaca) “Malinconie romane” (fatti locali) in cui si firma con vari pseudonimi (Simonetta, Calandrino, ecc.). Dopo questo periodo d’incessante lavoro il poeta sarà costretto però a farsi ricoverare in ospedale. Nel 1911 si trasferisce a Firenze dove collabora alle riviste “La Voce”, il ” Marzocco” e la “Lirica”. Dopo questa esperienza ritorna a Roma e partecipa alla fondazione della “Ronda” in cui assume poi la direzione. In seguito diventa direttore della rivista “Fiera letteraria” Nel 1916 avviene il suo esordio poetico con la pubblicazione del libro dei Prologhi cui faranno seguito, Viaggi nel tempo (1920), Il sole a Picco (1929) Favole e memorie (1925), Poesie (1936), Il cielo sulla città (1939), Lettere non spedite (1946), Poesie nuove (1947), Solitario in Arcadia (1947). Il poeta muore a Roma nel 1959.

 

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