“La notte” di Ugo Betti


Mammina, quante
dolci piccole stelle!
Ma le piante
sono come belve.
accovacciate!Un’ombra si muove
piano piano…
Dove sei, mammina?
Prendimi per mano.

Un passo leggero
ci segue. Uno sconosciuto nero
muove le fronde…
Si nasconde
come per farci sgomento!
E’ il vento,
non è vero,mammina? E’ il vento.

Le stelle sono lontane lontane…
Sembrano carovane
sperdute nell’oscurità…
E si cercano invano.
Di là da le stelle, che ci sarà?
Mammina, prendimi per mano.
Ugo Betti

Ugo Betti – Scrittore italiano (Camerino 1892 – Roma 1953), fratello di Emilio. Fu magistrato, prima a Parma, poi (dal 1930) a Roma. Iniziò la sua attività prevalentemente come poeta (Il re pensieroso, 1922) e narratore (Caino, 1928). Un crudo realismo, dalle accentuazioni morali e sociali ma corso da un sottile senso di pietà, e un simbolismo sensuale e decadente, dai toni fiabeschi, trovarono il loro felice punto di fusione nelle liriche di Canzonette – La morte (1932) e, più, di Uomo e donna (1937: l’opera migliore di B.), nonché nei racconti di Le case (1933). Seguì un periodo quasi esclusivamente teatrale, in cui i medesimi motivi, pur non essendo sempre svolti secondo la loro intima ragione poetica, e pur risentendo qua e là del Pirandello, dànno vita a drammi e commedie (Frana allo scalo Nord, 1936; Una bella domenica di settembre, 1937; Il cacciatore d’anitre, 1940; Il diluvio, 1943; Corruzione al palazzo di giustizia, 1949; Delitto all’Isola delle capre, 1950; La regina e gli insorti, 1951; Il giocatore, 1951; L’aiuola bruciata e La fuggitiva, postume), che si distinguono nettamente nella produzione drammatica contemporanea per la loro ansia di chiarire i problemi, e termini, supremi della vita. Teatro che, largamente rappresentato e tradotto, ha esteso la fama di B. in campo internazionale. [Enciclopedia Treccani]