“Consigli per lettura – Marzo” a cura di Mariantonietta Valzano


Gentilissimi lettori e lettrici, in occasione della messa in onda della trasposizione televisiva del Commissario Montalbano v’invito a porre attenzione su due piccoli lavori di Andrea Camilleri:

La bolla di componeda
thLa strage dimenticata

1064-3Andrea Camilleri è conosciuto in tutto il mondo per il Commissario protagonista dei suoi romanzi, tanto coinvolgenti che hanno conquistato un pubblico così ampio e variegato da poter veramente affermare di essere un’autentica espressione dell’universalità del sentire umano. Ma non dobbiamo e non possiamo dimenticare i suoi romanzi storici, come “La presa di Macallè ’’, “Il birraio di Preston ’’, oppure come ‘’La concessione del telefono ’’ e lo straordinario ‘’ La mossa del cavallo ‘’, opere in cui la sua visone lucida della dialettica umana nella storia della sua terra si dipana, lasciando in chi legge una traccia indelebile di efficace attualità. I titoli menzionati invece sono dei saggi, piccoli libretti di poche pagine, scritti con la maestria che da sempre contraddistingue il suo genio letterario, che rende limpido e facile da comprendere anche ciò che la logica rifiuta, come porre l’eterno oblio su una strage che a oggi quasi nessuno conosce.
In “La strage dimenticata’’ Camilleri racconta, con dovizia di fonti, l’evento accaduto nella Torre penitenziaria di Agrigento nel 1848, durante i moti insurrezionalisti in cui si reclamavano pane e giustizia.
Nella Torre erano detenuti come ‘’servi di pena’’ 114 persone, ovviamente povera gente che era utilizzata come manovalanza gratuita dai grandi latifondisti, che furono letteralmente chiusi con un grande ‘’tappo’’ e fatti soffocare oltre che a bruciare vivi, grazie a delle granate gettate per far tacere le urla dei disperati, mentre all’esterno la folla reclamava la loro liberazione. Non è necessario specificare quale fosse stata la loro colpa, che conoscendo le condizioni sociali dell’epoca non era di certo tanto evidente se non come espressione della povertà in cui si viveva, ma è doveroso ricordare e far imparare alle nuove generazioni cosa significhi il giusto esercizio della pena e il rispetto della piazza.
Forse è un tema non attuale?
In questi tempi di crisi economico-sociale, non assistiamo ogni momento a manipolazioni di piazza o a repressioni, come i recenti e sottaciuti fatti in Turchia?
Inoltre come sia possibile che un atto così atroce non sia stato mai oggetto di testi di studio?
Non credo che ci siano ragioni abbastanza valide per non pubblicare certe verità, ma se andiamo ad analizzare anche fatti più recenti, Ustica ad esempio, notiamo che c’è sempre una sorta di ‘indirizzo di verità’ che è propinato.
Raccomando quindi la lettura di questo libro e non voglio aggiungere altri particolari, rimandando al lettore il gusto e il piacere di un approfondimento e una riflessione personale.
L’altro titolo si riferisce a una pratica che lascia nello sconcerto, appena se ne apprende il vero significato.
“La bolla di componeda’’ è un documento con il quale lo Stato o, in alcuni casi la Chiesa, concede una sorta di grazia o perdono per reati e peccati commessi. Cammilleri documenta e racconta come questo accordo si potesse stipulare, oseremmo dire legalmente, tra personaggi mafiosi e Stato oppure Chiesa.
In tempi recenti non si è parlato di un certo accordo tra Stato e mafia?
Non si assiste a inchini onoranti a persone di dubbia moralità e condotta?
Eppure non è nulla di nuovo. Simili accordi o perdoni erano già in uso nella seconda metà dell’ottocento.
Probabilmente la vergogna sta nel non dare rispetto e considerazione a chi, come Borsellino, Falcone e il Capitano Ultimo, che hanno tentato di infangare la sua dignità di servitore dello Stato e tanti altri ancora che non sono dimenticati e non saranno mai dimenticati (il giudice Livatino, Peppino Impastato, il Generale Dalla Chiesa …), i quali si sono sempre adoperati per far trionfare quei valori che sono fondamento di uno Stato che sia ‘per’ i cittadini e non ‘su’ i cittadini.
Onestà, giustizia, equità.
Buona lettura a tutti.
Mariantonietta Valzano

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