“Mare” di Monia Carducci


E’ una poesia soffusa di luci riflesse quella di Monia Carducci, giovane poetessa romana autrice di una raccolta dal titolo”Poesie”, che racconta: «Mi risulta particolarmente complicato parlare delle mie poesie poiché il linguaggio poetico è, per peso specifico, poco collocabile in contesti di trattazione e di presentazione. Le poesie, essendo il linguaggio eletto degli stati d’animo sono anche difficili da valutare, valorizzare o penalizzare. Posso invece dire, che la raccolta si muove nell’arco di circa sedici anni, che sono poesie che ho scritto tra i diciotto e i trentatrè anni, per la maggior parte negli anni universitari.
Le ho scritte maggiormente per me stessa, per liberarmi di un peso, per fermare un istante nel tempo, per gioco o per dispetto di chi mi proponeva la solita visione razionale. Parlano soprattutto di mondi interiori; sono parecchio visionarie, frutto di fantasie diverse, ma dicono anche delle verità soggettive che possono essere più o meno comuni. La raccolta è il prodotto dell’interazione tra me e il mondo della poesia».
Non serve un commento, ma un invito a leggere con profonda attenzione questi versi che comunicano un mondo ricco di emozioni. (M.R.Teni)

MARE

La vita in una spina dorsale:
a riva muoiono i pesci.
Nessuno racconta di loro,
i pescatori li guardano
e li abbandonano.
Amarezza infinita tra le onde
che come coltelli tagliano in due
la vecchia e fiera prua.
In un lamento remoto
s’infrange una coda di sirena
e veloce spira affusolato il Maestrale.
Fuggire a largo dove si può piangere
e confondersi tra braccia instabili
e non poter sopportare
la nostalgia del tramonto.
Monia Carduccip002_1_01

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