” Se d’un tratto…” di Antonio Teni


Di sapore ‘ibseniano’ questa lirica di Antonio, soffusa di languide evanescenze e morbide immagini di alto lirismo, mentre pare di sentire, in sottofondo, “Il Mattino” di Grieg che dispiega le sue melodie per accompagnare parole musicate col cuore.( M.R.Teni)

Pallido sole, diafano il cielo.
Nebbia abbracciata alle cose.
Spirano da tundre del nord
malinconiche brezze
sul cuor che sospira
al ricordo della luna
che canta…
Sulla pelle
già silofono per il sole d’agosto
la rugiada dell’ultimo sogno
è brivido polare
nell’ora delle finestre aperte!
Ancora va
di strada in strada
col nero tartufo sull’umido asfalto
un cane della notte…
di digiuni oramai sazio.
Il chiudersi dei portoni
il ritmo dei motori
il treno che fischia da lontano:
tristezza della vita che ricomincia!
Ad ogni risveglio
ad ogni nuovo mattino
sempre uguale!
E oggi pur senza colore
come una vecchia consunta pellicola
di un mondo in bianco e nero…
grigia nell’animo.
Già senti la nostalgia
del dolce tepore del letto
ancor caldo di sonno!
Cigola un vecchio
su un’antica bicicletta
sul ciglio che guarda
nel torbido canale.
All’angolo della via
un uomo nella nebbia
scura la pelle
di levate notturne
vende lumache
fresche di pioggia.
Le gambe tentennano
pigro è lo sguardo
chiuse le labbra…
Quando d’un tratto
ti giunge all’orecchio
di fanciulli un allegro vociare
con sberleffi, schiamazzi
e scoppi di risa…
E’ la vita che prorompe improvvisa
come freschissima doccia d’ilarità
e ormai perduta felicità…
Si dirada la nebbia e s’accende il mattino!
E par che anche rugginose antenne
e squallidi pali della luce
fruscianti eucalipti nel vento dell’estate
diventino!
Antonio Tenimar

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