“Inverno” di Giuseppe Chiera


Un poetare  dall’impianto costruttivo classico  con versi che si snodano con un ritmo piano e dal lieve sapore malinconico. Si percepiscono i respiri e gli struggimenti della stagione invernale rappresentata attraverso un  uso sapiente delle figure retoriche e della parola con i suo vari significati, letterari e figurati.[M.R.Teni]

Gore di cristallo
per campi nudi,
bruciati dal freddo.
Alberi spogli in preghiera
in attesa di un lieve tepore.
Gelide mani,
anelanti si cercano
e nubi difformi
si accordano in cielo
danzando ai canti del vento.
Or che il crepuscolo
impone le tenebre
e un rantolo langue
nel limo straziato,
fiumi di nebbia
addormentano stazzi
nelle notti brumose e pungenti.
Giuseppe Chiera

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