“Mattino di settembre” di Eduard Mörike


Nella nebbia riposa ancora il mondo,
sognano ancora il bosco e i prati.
Presto vedrai, quando cala il velo,
il cielo azzurro immutato
e il vigor d’autunno del sopito mondo
in caldo oro fluire.

Eduard Mörike

ph Eleonora Mello

Eduard Mörike, Poeta e narratore tedesco (Ludwigsburg 1804 – Stoccarda1875). Dopo aver studiato teologia a Tubinga, dove ebbe un’infelice relazione con Maria Meyer, fu dal 1826 vicario in piccole località del Württemberg, e dal 1834 parroco nel villaggio di Cleversulzbach. Malfermo in salute e insofferente dei compiti che la carica gli imponeva, fu collocato a riposo nel 1843 e andò a risiedere a Mergentheim con la sorella minore Klärchen, che tenne con sé anche dopo il matrimonio con la cattolica Margarethe von Speeth (1851). Dal 1851 al 1866 insegnò letteratura in un collegio femminile a Stoccarda. M. abbandonò raramente la Svevia, e il legame con il mondo provinciale caratterizza fortemente la sua produzione poetica. Esordì come narratore nel 1832 con il romanzo Maler Nolten, opera non del tutto riuscita anche se ricca di squarci lirici. Nel 1838 apparve la sua prima raccolta di poesie, Gedichte, in cui M. si mostrò capace di armonizzare liricamente conflitti passionali e contrasti psicologici anche profondi e oscuri. Tra le Gedichte, che M. completò con diverse aggiunte nelle edizioni successive (la quarta, ultima in vita dell’autore, è del 1867), fanno spicco – oltre al ciclo delle 5 liriche a Peregrina, composto nel 1824 e ispirato da Maria Meyer – le liriche sulla natura (Gesang zu zweien in der Nacht; An einem Wintermorgen vor Sonnenaufgang; Um Mitternacht; Septembermorgen; Im Frühling; Mein Fluss), le liriche classicheggianti (Erinna an Sappho; Auf eine schöne Lampe; Auf eine Uhr mit den drei Hören), le ballate e le composizioni popolareggianti (Die Geister am Mummelsee; Agnes; Das verlassene Mägdlein), e altre oscillanti tra l’idillio e l’umorismo (Scherz; Märchen vom sicheren Mann; Häusliche Szene; Der alte Turmhahn), molte delle quali sono state più volte musicate (Schumann, Brahms, Wolf). M. diede poi alla luce Die Idylle vom Bodensee (1846), in 7 canti, e le traduzioni degli idillî di Teocrito (185356) e di Anacreonte (1864). Notevole anche la sua produzione narrativa: oltre a Das Stuttgarter Hutzelmännlein (1852), che comprende la Historie von der schönen Lau, spicca la rievocazione storica di Mozart auf der Reise nach Prag (1855), capolavoro della novellistica tedesca dell’Ottocento. Isolato e poco compreso nel suo tempo, M. appare oggi come l’unica personalità davvero eminente della provincia poetica tedesca, in grado di esprimere, a contatto con un mondo chiuso e circoscritto, un temperamento lirico eccezionale. [ da Enciclopedia Treccani]

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