“E c’erano ancora tante cose da fare…” di Antonio Teni


Una lirica contro la logica di  potere di ogni organismo istituzionalizzato che si macchia del più grave delitto nei confronti degli individui: annientare i sogni, la dignità, l’anima e  annichilire il pensiero soffocando tutto ciò che fa parte della persona nella sua pulsante vitalità. “Ogni morte di uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell’umanità; e così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te!». Questa massima di John Donne a conferma del profondo significato di ogni vita umana e dell’assurdità di ogni morte  in ogni latitudine. [M.R.Teni]

 

Il pallore del crepuscolo/ di un crepuscolo
l’epilogo inatteso di un’umana vicenda
la triste vicenda terrena!

Il sole è accecato! sbiancato il cielo!
esanime è il vento! esangue la vita!

E laggiù…bocconi nella polvere,
nel fumo acre delle carni bruciate
sgorga il sangue caldo di un uomo
e scivola via a bagnare la terra
una terra lontana / non sua
terra di pietre e deserti
terra di montagne in catene
terra di polvere e cenere…

e lassù…sanguina il cielo!

Un rantolo…e l’ultimo respiro senza respiro!
Con gli occhi sbarrati
ammutoliti dal terrore di un istante
esterrefatti in un grido senza grido
annichiliti nel pensiero
forse senza poter realizzare che si muore così
inopinatamente
indifferentemente
irreversibilmente…

E avevi ancora così tante cose da fare
così tante cose da dire
o mio soldato di vent’anni!

Il cuore pulsante in macerie
per un sogno in brandelli /morto in missione….
per la libertà di altri uomini
(così ti hanno detto!)

Silenzio
profondo …
ineluttabile…

Il pianto di una tromba fende la cortina
della tua immobilità ab aeterno…
Spari a salve nell’aria in attesa
in memoria dell’eroe in uniforme
per la memoria di uomini senza memoria.
È il suono della vita che ti saluta
che ti afferra per il bavero
che ti prende per i capelli
quando sei ancora sulla soglia della porta
che conduce al profondissimo sonno!

Ci saranno le esequie
i funerali di Stato
avvolgeranno il feretro nella bandiera
(per te senza colori)
e nel corteo silente sfileranno le ombre lente
di funerea gente
le alte uniformi e le più alte cariche dello Stato
i potenti e i ricchi
quelli che a morire per la libertà
ci mandano gli altri e i figli degli altri.
Impettiti e vivi
seguiranno l’eroe morto
e i tuoi commilitoni
con la stessa divisa di eroi in divenire
ti piangeranno…

E già ti piange tua madre
sola ai piedi della tua croce
senza consolazione…

Ti hanno avvolto in un drappo colorato
o mio soldato di vent’anni!
Hanno avvolto nelle pieghe del silenzio senza luce
il tuo sorriso luminoso
i tuoi sogni di bravo ragazzo
le rosse labbra che non bacerai
i fianchi che non cingerai
il mare in cui non ti tufferai
la voce di un figlio che non vedrai
il profumo della vita che ti ha lasciato
o mio soldato di vent’anni!

… E c’erano ancora tante cose da dire!
… E c’erano ancora tante cose da fare!
    al giovane soldato morto di ogni paese

Antonio Teni

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