“La verità nascosta” – Opera da camera di Biagio Putignano – Intervista all’autore

“La verità nascosta”
Opera da camera di Biagio Putignano
Su testi di Aldo Moro tratti da
“Lettere della prigionia”
selezionati da Enzo Quarto

Intervista all’autore a cura di
Maria Rosaria Teni

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Maestro Biagio Putignano

Parleremo in questa intervista dell’ultima fatica musicale del compositore Biagio Putignano, docente al conservatorio di Bari “Niccolò Piccinni”, l’opera da camera “La verità nascosta” dedicata ad Aldo Moro e in particolare agli scritti che lo statista barese ha elaborato durante i 55 giorni della sua prigionia, prima dell’efferato assassinio compiuto dai suoi stessi carcerieri. Era il 16 marzo 1978 quando Aldo Moro fu rapito da un commando di uomini delle Brigate Rosse e il 9 maggio di quello stesso anno fu trucidato nel covo di Via Montalcini. Nelle lettere traspare la grande fede di un uomo profondamente credente che, in ossequio all’etica cristiana ha cercato il dialogo e la comprensione dei suoi aguzzini, perdonando e sopportando con grande coraggio ed eroismo. Composta nell’anno in cui ricorre il 100° anniversario della nascita di Moro, vanta anche il patrocinio della Postulazione del Processo di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio, Aldo Moro, perché l’opera inquadra in pieno la spiritualità e la cristianità dell’uomo politico.  Gli scritti di Moro, selezionati da Enzo Quarto, giornalista Rai e “riletti” in chiave musicale da Biagio Putignano, hanno il merito di portare alla luce la memoria storica dei tragici fatti che lo videro protagonista negli anni di piombo, per dare una testimonianza non politica ma “morale” dello statista ucciso dalle Brigate rosse, per porre in risalto soprattutto le sue eccezionali doti umane e sociali. Un’opera che tuttavia è anche una testimonianza di civile partecipazione ad un evento tragico della nostra storia che ha coinvolto tutti noi italiani e che ha cambiato la sorte del nostro paese.

D.: Chiedo al Maestro Putignano intanto cosa abbia significato per lui, dal punto di vista umano e civile, interpretare, dal punto di vista “musicale”, un momento di grande intensità spirituale e morale che ha vissuto Moro attraverso le sue lettere…

Maestro Putignano: Affrontare la composizione di un’opera da camera su un argomento storico così importante, ha rappresentato per me innanzitutto riaffermare il ruolo ‘sociale’ del compositore nel tessuto civile contemporaneo, in cui la musica sembra essere destinata solo ed esclusivamente ad un perenne divertissemant (come ha ben stigmatizzato il Premio Nobel Mario Vargas Llosa su La civiltà dello spettacolo). Impegno civile coniugato al rigore del docente, del ricercatore e dell’artista che opera in una istituzione come il Conservatorio di Bari attraverso cui proporre una decisa testimonianza a Studenti, a Colleghi, a Enti esterni di produzione artistica, di come sia possibile suggerire un’osmosi tra arte ed impegno. In più, la figura di Aldo Moro, a quarant’anni dall’esecuzione di via Caetani, ha subito una catarsi profonda, dovuta alle sue qualità morali e religiose, che ancor più hanno accentuato l’abisso a confronto con l’attuale classe politica in carica, tanto da renderlo una sorta di ‘unicum’ nella storia nazionale del dopoguerra. Le lacunose conoscenze della sua atipica corrispondenza dalla prigione terroristica hanno inizialmente offuscato la statura morale di questo maestro di vita e pensatore, filosofo della politica e statista integerrimo: Moro ha saputo mantenere queste qualità etiche anche durante i giorni di prigionia in modo così elevato, che oggi sembra sia stata necessaria la sua soppressione proprio a causa di quelle qualità. Per me era necessario corredarle di una adeguata (seppur sofferta perché non semplice) veste ‘sonora’, non tanto per reinterpretarne il senso, ma per amplificarne la portata. Ecco il mio impegno principale: restituire al personaggio Moro tutte quelle qualità prima elencate attraverso la musica, il costrutto sonoro, la conseguente sistemazione ‘formale’.

D.: La musica ha richiesto l’utilizzo di timbri e sonorità che hanno avuto il compito di sottolineare la profonda drammaticità e contemporaneamente la sensibilità e delicatezza di moti dell’animo dello statista. Alla luce di questo, come hai creato una tessitura musicale capace di mantenere equilibrio tra diversi stati d’animo e situazioni, utilizzando profili melodici e ritmi che si adattassero al personaggio…

Maestro Putignano: La realizzazione dell’intero lavoro ha richiesto molto di più: innanzitutto, ho voluto adottare una soluzione ‘formale’ facendo ricorso alla struttura della tragedia greca (quindi con la partizione in pròlogo, pàrodo, tre episodi, a loro volta suddivisi in varie monodìe, stàsimi, kommòs, sigizia ed un esodo finale) che accentuasse la percezione di distanza temporale tra gli avvenimenti stessi e la fruizione della rappresentazione, mandando in frizione le tre categorie a cui oggi si fa riferimento nella valutazione artistica: carino, curioso, interessante! A questo proposito è illuminante il saggio della sociologa nippo-statunitense Ngai Sianne in merito. Ma ho dovuto studiare una tipologia ad hoc per rendere al meglio un personaggio che non dialoga con nessun interlocutore fisicamente presente, ma scrive! Aldo Moro ‘canta’ le sue lettere, il fluire della sua mano quindi è sempre interrotto dalla ricerca della parola giusta per i destinatari delle sue missive. E quindi il ‘melos’ fratto, non-lineare, deve rendere musicalmente chiara questa condizione. Al timbro, pungente e stordente delle percussioni, che ricordano il clamore delle armi da fuoco, è legata l’armonia, i cui procedimenti di ancoraggio percettivo di alcuni suoni ed alcuni aggregati sonori restituiscono senso logico all’ascolto. Ed infine il ‘melos’, che modellandosi in piccole sezioni secondo la teoria ‘metrico-autosegmentale’ di derivazione della psicologia cognitiva, sfrutta elementi motivici (ritmi, intervalli musicali, emissioni di voce ed articolazioni) per connotarne i madrigalismi di cui la partitura è disseminata.

D.: Quanto ti ha dato, umanamente e civilmente, dare voce a parole vere e vive, sofferte e intense che lo statista ha scritto in condizioni di grande afflizione, in un isolamento forzato…

Maestro Putignano: La stesura dell’opera mi ha profondamente coinvolto: prima di tutto per aver scoperto lo spessore morale di un personaggio che credevo di conoscere, ma del quale accettavo distrattamente l’immagine distorta che involontariamente ne scaturiva dai ricordi incerti e lacunosi degli anni ’80; invece mi ha indignato ancor più conoscere nel dettaglio l’intera vicenda, che ho approfondito sia dal punto di vista politico che storico, anche attraverso saggi contenenti ricostruzioni recentissime (come per esempio il libro di Paolo Cucchiarelli, Morte di un Presidente); ed infine mi ha molto gratificato l’accoglienza appassionata del pubblico della prima esecuzione, avvenuta a Lecce il 9 maggio 2017 al Teatro Paisiello, data coincidente con l’anniversario del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani.

A conclusione di questa nostra intervista, mi pare opportuno proporre, su consiglio dello stesso Maestro Putignano, un ascolto sintetico dell’opera “La verità nascosta”. L’opera composta per basso-baritono, coro cameristico, strumenti a percussione e pianoforte è stata rappresentata con successo in vari teatri. Aldo Moro è interpretato dal basso Stefano Stella, con Daniela Guercia e Gianluca Carrisi nei panni dei due brigatisti. L’ensemble strumentale del Conservatorio di Musica “Piccinni” di Bari è composta da Edoardo Parente, Niccolò Fino (percussioni) e Lorenzo Putignano (pianoforte). Il coro, sempre del Conservatorio barese “Piccinni”, è formato da Federica Altomare, Erika Mezzina, Lucrezia Porta, Anastasia Abryutina, Rosa Angela Algerga, Anna Cimarrusti, Li Sijie, Xiang Wenpeng, Angelo Congedo, Cao Peiyun, Geng Zihao coordinati dal maestro del Coro Emanuela Aymone; tutti sotto la scrupolosa direzione di Filippo Lattanzi, con l’apprezzabile regia di Deborah De Blasi.
Maria Rosaria Teni

https://www.youtube.com/watch?v=NV7LuPoaOPs

 

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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