IL PUNTO DI VISTA – “Migrazioni globali tra Trump e i Fantasmi di Portopalo” di Mariantonietta Valzano


“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano

In questi giorni la bellissima interpretazione di Beppe Fiorello ne I Fantasmi di Portopalo, avviluppata nelle continue attività riformatrici di Trump, a cui ciò che si può riconoscere è sicuramente l’instancabile solerzia e energia, qualità che latitano alla classe politica nostrana, mi hanno indotto le riflessioni che seguono…..e che non piaceranno….

Il mondo sta inesorabilmente cambiando. Il mutamento si vede in un vortice di inarrestabili segni che in modo indelebile non infliggono solo la società ma anche tutti noi, intimamente, stravolgendo in alcuni casi abitudini e valori che fino ad ora sembravano fossero intoccabili.

Viviamo in un’era globale, come dice Bauman ‘liquida’ e non solo…, una società che non ha una rotta, che si dirige non si sa dove, ignorando le proprie radici nel passato ed incapace di farne crescere nuove per il futuro.

Un quadro devastante in un momento in cui impera l’euforia per il nuovo Presidente statunitense, che ogni giorno si adopera per estirpare ciò che l’amministrazione precedente ha costruito, ammantando il tutto con uno spavaldo amore per il suo popolo.

Un amore alimentato a paura.

Paura che la classe politica democratica ha miseramente sottovalutato.

Cosa è la paura?

È quello strano senso di precarietà e insicurezza che provo io ogni giorno quando esco e rientro a casa, in una città in cui la sicurezza non è adeguata alla diversa ed enorme quantità di persone che vi abitano.

Paura è la disperazione di chi ha perso il lavoro e non ne trova, in un Paese che in potenza ha da offrire un ventaglio di possibilità enorme, ma che oggi si è ridotto a suddito di malaffare e corruzione.

Infine la paura è il diverso. Colui che arriva ed effettivamente di cui tu, noi cittadini italiani…europei, non abbiamo la più pallida idea di chi sia. Non sappiamo né da dove viene né dove va. Non abbiamo la sensazione che voglia arrecare danno, ne abbiamo la certezza. Hanno fatto di tutto per farcela avere questa certezza.

Perché?

Vorrei chiedere ad ognuno di voi il perché di questo stato di cose che ci troviamo a vivere.

Io, dal mio punto di vista, ritengo responsabile di tutto il degenerare sociale una classe politica, o falsamente politica, che in questo triste periodo ha in mano le redini della nostra vita.

Le redini della nostra vita.

Perché noi siamo intrisi di difficoltà tanto che una vita decente non è più tale.

È una vita in pericolo.

Una vita in pericolo perché non possiamo curarci, non possiamo lavorare in condizioni proficue e dignitose, non possiamo mettere a frutto i nostri sacrifici, perché non siamo in grado di uscire da casa senza il balenare di un pensiero che qualcuno….in qualche modo ci possa attaccare. Talvolta anche in casa.

Questo stato di disagio sociale monta in una rabbia che facilmente si può manipolare.

È storia che si ripete.

Probabilmente anche ad arte.

È innegabile, come afferma Arnaldo Nesti nel suo libro “Lampedusa. La porta d’Europa”, che stiamo affrontando uno dei più incisivi cambiamenti della Storia. Una continua e inesorabile contaminazione di civiltà che si sviluppa in una spirale incontrollata, fino ad avvolgere e stravolgere tutto ciò che prima era un ordine di popoli divisi e per certi versi solitari.

Io non credo in coscienza che ciò sia di per sé né positivo né negativo. Il mio pensiero è focalizzato sulla gestione della continua contaminazione.

I migranti che arrivano quotidianamente alla “Porta d’Europa” sono un universo variegato di umanità.

Una moltitudine che comprende chi fugge da guerre, che non è in grado di combattere; chi cerca un futuro diverso dalla povertà di una terra natia, che seppur amata, non offre nulla se non uno squallido sfruttamento. Ma…c’è un ma, le persone che arrivano per mare o per terra sono anche carne da macello per una rete di traffici di vario tipo: droga, organi, prostituzione, pedofilia, criminalità. Se esistono vari tipi di mafie, come ormai è accertato, allora è vero che tra l’erba buona c’è anche quella cattiva.

Come mai ci sono così tanti bambini senza genitori che sbarcano sulle nostre coste? Che poi spariscono e non si sa dove vanno a finire.
Come mai è così fiorente l’anacronistica pratica schiavizzante del caporalato, che oramai si è estesa a tutti, sia autoctoni che migranti? Come si spiega la fiorente prostituzione di bambine non italiane?
Oppure il proliferare di associazioni mafiose di varia origine, nigeriana, russa, albanese, che affiancano, in modo pertinente allo scopo malavitoso, la criminalità locale?

Ma soprattutto abbiamo perso uno stato sociale che garantisca i diritti a tutti.

La migrazione gestita in modo falsamente distratto è stata abilmente condotta su sentieri di interesse per pochi, addossando ai molti colpe e responsabilità che non hanno. Togliendo diritti per tutti e trasformandoli in privilegi per pochi stanno creando conflitti sociali che sfociano in atti di rabbia a razzismo violenti. Non ci si prefigge una integrazione, un arricchimento (argomenti già trattati in articoli precedenti), una crescita sociale che non svilisca né depauperi chi accoglie come invece accade. Una integrazione che i “veri “ migranti perseguono in mezzo a mille difficoltà, umiliazioni e talvolta dubbi che la strada giusta sia quella della disonestà invece dell’onestà.

In “Lacrime di sale” Pietro Bartolo e Lidia Tilotta testimoniano la lotta quotidiana per far sopravvivere il senso di ‘umanità’ oltre che l’umanità.

Da privato cittadino il dottor Bartolo cura e soccorre una popolazione a cui il nobel per la pace sarebbe doveroso, i lampedusani, e altresì soccorre o organizza i migranti che non hanno nulla da perdere. Neanche la speranza, che talvolta è stata violata e affondata in un mare traditore come chi ha organizzato e sta dirigendo questa infame guerra tra poveri….una guerra che nessuno ha voluto….una guerra che sottrae il diritto di restare nei propri luoghi natii e allo stesso tempo impedisce la possibilità di  essere veramente cittadini del mondo.

In mezzo alla nostra paura si consumano morti e soprusi ….a danno di tutti.

Forse dovremmo iniziare a non vedere più il problema dal punto di vista – Noi contro Loro – ma Noi con Loro.
Forse…….

Mariantonietta Valzano

Annunci