GLI AUTORI DI VITULIVARIA: Maria Grazia Pispico -“Viaggiando oltre”- Menzione d’onore-Finalista

 

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“Gli Autori di Vitulivaria”

MARIA GRAZIA PISPICO di Nardò (Lecce)
“Viaggiando oltre”

(Ed. Milella, 2019)

Menzione d’onore –  Finalista

pispicoDalla presentazione della stessa autrice: “La poesia, insieme alla pittura e all’equitazione, è una delle mie più grandi passioni. Spiegare in modo semplice e sintetico cosa ha rappresentato e rappresenta ancora per me, e’ molto difficile e riduttivo. All’inizio forse ha avuto un significato catartico, liberatorio. Spesso maturavo dentro di me i versi senza neppure averne coscienza. Bastava poi una piccola occasione esterna (un tramonto, una foglia il vento) affinché essi prendessero forma dando vita ai miei pensieri e alle mie emozioni. Poi dopo mi sono accorta che non era la poesia che liberava le emozioni. Ma le emozioni stesse erano la poesia.
Essa è una parte di me, quella più nascosta, più vulnerabile, che prende forma attraverso le parole, e io, rileggendo i miei versi, è come se mi guardassi in uno specchio. Che non riflette la mia immagine esterna, ma il mio essere realmente nell’intimo. Per anni ho tenuto blindato questo mio mondo interiore, forse per paura di essere giudicata. In un mondo che ci chiede di essere sempre forti, perfetti e vincenti dando la priorità alla forma, mettere a nudo le emozioni mi fa sentire vulnerabile. Poi ho intrapreso un viaggio attraverso il quale mi sono “scoperta”. Senza fatica: le parole erano là da tempo ed aspettavano solo la magia di essere espresse. Ed è successo quando non ho avuto più paura della valutazione altrui. Quando ho capito che ciò che conta nella vita è amare. Partendo da se stessi per estendersi a tutto ciò che facciamo e alle persone che conosciamo.”

Come acqua

Se io fossi acquawater-1761027_960_720
goccia a goccia
ti scaverei a fondo il cuore
cercando di non farti male.

Se io fossi acqua
pazientemente
ti laverei via il dolore:
tu saresti riva
ed io mare.

Se tu fossi acqua
ti berrei d’un sorso
e mi disseterei
con il tuo elisir d’amore.

Se tu fossi acquaraindrops-3629132_960_720
saresti pioggia
che scivola dalle fronde
e io conca materna
che ti accoglie.

Se acqua diventeremo
tu sarai
fiume in piena
ed io oceano infinito.

Il viaggio

Sei pronta per partire?
Si sono pronta per il mio viaggio…mountain-6815304_960_720
Hai preso tutto?
Solo quello che mi serve:
sorrisi per gioire
e lacrime per lavare.
Chiudi la porta.
La porta? No.
La lascio accostata
Chissà un giorno entri la luce
a cancellar le ombre.
Tornerai allora!
No, la mia è un andata senza ritorno.
Dimmi almeno se porterai con te qualcuno.
Si.
L’unica persona che valga la pena
fare il viaggio insieme.
Me

Commento critico: Il tema del viaggio è pretesto di metafora che consente alla poetessa di entrare e uscire dal sé profondo. L’amplesso libera dalle catene delle convenzioni sociali e la voluttà diviene scoperta della vita.  L’ineffabile piacere delle emozioni è quello di riuscire a vedere oltre la patina delle cose  per meravigliarsi ancora una volta.

 Maria Grazia Pispico

nasce a Nardò (Le) il 7 settembre 1967 da genitori agricoltori. Finite le scuole dell’obbligo si iscrive all’Istituto Magistrale Santa Maria degli Angeli di San Donaci frequentando con profitto il corso di studi alternandolo con il lavoro in campagna. Dopo il diploma continua a coltivare le proprie passioni tra cui la pittura. Nel periodo tra il 1985 e il 2000 partecipa a numerose collettive, fra le quali, nel 1991, il Meeting provinciale dell’Amicizia in memoria della pittrice Maria Spedicato. Nel 2001 rispolvera un suo vecchio sogno di avvicinarsi al mondo dell’equitazione e comincia a frequentare diversi centri equestri. Nel 2005, realizza in agro di Guagnano (Le) un’azienda zootecnica e fonda un club che raggruppa tutti gli appassionati di equitazione di campagna e acquista il suo primo cavallo da escursione. Nasce cosi il “Santa Fara Horse Club” come pensione cavalli e attività ricreative per i propri soci.Nel giugno del 2011 consegue il brevetto di accompagnatore equituristico Engea presso il C.I. La Collina degli Stivali a Torino insieme a quello di istruttore pony e istruttore di base Engea sempre presso lo stesso circolo, nel 2017.  Vince con la sua squadra di volteggio il primo torneo di volteggio Puglia anno 2017 a Bari.  La sua passione per i cavalli, l’amore per la natura e le tradizioni, la vedono protagonista in varie circostanze della trasmissione televisiva su TeleRama “Terre del Salento”, nei programmi radiofonici di Studio 2 SPS e in vari articoli dedicati a lei e alle sue attività, su note testate giornalistiche.Nel 2017 e nel 2018 affianca al lavoro con i bambini nel centro equestre la sua passione per la scrittura che per anni aveva abbandonato. Partecipa con grande soddisfazione a vari concorsi nazionali e internazionali piazzandosi sempre nei primi posti con le sue poesie, tanto che nel 2019 decide di pubblicare la sua prima raccolta “Viaggiando oltre” edito dalla casa editrice MiIlella (LE). Tante le recensioni di spessore ricevute dal libro il quale ha ottenuto un riconoscimento dalla giuria del Premio Vitulivaria nel 2021. Ha ottenuto i seguenti riconoscimenti: San Valentino in versi, Associazione ARCOBALENO -San Vito dei Normanni (Br) 2^classificata 2017. Premio letterario Versi tra due mari San Pancrazio Salentino (Br) Menzione di merito 2017. Sinfonie Poetiche e letterarie Martina Franca (Ta) Menzione di merito 2017.Premio letterario il Pozzo e l’Arancio Oria (Br) 2017 Attestato di Merito Finalista. Premio internazionale Città Viva Ostuni (Br) 2017 1^ classificata. Premio Letterario Int.le “Donna” Fasano (Br) 2018 3^ classificata. Premio Citta’ di Galatina 2018 (LE) 2^classificata .

Incontro con l’autrice a cura di Maria Rosaria Teni

1 – come è nata la decisione di scrivere una silloge poetica?
A dire il vero sono stata incoraggiata a scriverla o meglio a riunire in un unico filo conduttore che poi è diventata la silloge, le poesie scritte nell’arco di più di tre anni. Quasi “spinta” da chi leggendo le mie poesie spesso mi chiedeva se ci fosse un libro dove leggere altre ” meraviglie”. Quest’incoraggiamento mi ha aiutato molto, schiva come sono ad esternare le mie emozioni. Per me è stata una sfida. Ho cominciato cosi prima a partecipare ai concorsi di poesia nazionali con grandi riconoscimenti dalle varie giurie, cosa che mi ha convinto ancora di più a pubblicare la mia opera.

 2 – Una domanda, all’apparenza forse un po’ retorica, che cos’è la poesia per lei?
La poesia per me è la mia voce interiore che per anni ho soffocato per paura di esternarla e sentirmi vulnerabile, è il magma che muove i miei pensieri sotto la scorza dura della mia realtà quotidiane.Quando l’ascolto io mi sento viva e parte dell’Universo.

3- Chi è e perché scrive poesie e in quale occasione e a quale età ha scritto la sua prima poesia?
Sono una comune  Donna di 54 anni. Perché donna con la D maiuscola? Perché  quella D coniuga la figlia, la sorella, la moglie, la femmina, la madre, la nonna, la lavoratrice, l’artista e tutto quello che sono stata e potrò essere ancora. Scrivo per raccontarmi, per raccontare sentimenti ed emozioni comuni a tutte ma spesso non ascoltate o peggio sminuite. Le occasioni possono essere tante, fatti quotidiani o stati d’animo: i versi sono li nascosti pronti a saltare fuori alla prima occasione. Credo di aver scritto per la prima volta in versi all’età di 10 anni: Una poesia dialettale spedita per lettera al mio papà ricoverato in un ospedale lontano per tenerlo su di morale.

4 – Generalmente quando si scrive è anche per il bisogno di comunicare con gli altri, quasi si senta la necessità di inviare un messaggio. Qual è il messaggio che vuole comunicare attraverso i suoi scritti?
All’inizio ho scritto per me stessa, la poesia e lo scrivere in genere ha per me una funzione catartica. Scrivo per liberarmi, per dare forma alle emozioni e poi per imparare ad accettarle come parte di me. In seguito mi sono resa conto che spesso con i miei scritti davo voce anche alle emozioni di altre persone, allegerendo anche il loro carico. Il messaggio che voglio far passare attraverso il mio scrivere è che ogni persona è importante, ogni emozione  che ci appartiene è importante e degna di essere raccontata e che ognuno di noi appartiene a se stesso e non può prescindere dall’ambiente in cui vive.

 5 – Ci sono dei modelli culturali a cui fa riferimento nella sua scrittura? Ha in mente un poeta o scrittore che le piace in particolar modo e l’ha influenzata nello scrivere e nella ricerca stilistica?
Cito in primis Tiziano Terzani per la sua capacità di raccontare gli eventi esterni rendendoci partecipi attraverso un raccomto all’apparenza distaccato di stampo giornalistico delle sue emozioni, coniugando la sensibilità dello scrittore a quella realistica del reporter.E poi nella poesia Alda Merini che ha saputo vedere la bellezza della vita a volte anche drammatica e a raccontarla anche tra la miseria di un manicomio.

6 – Secondo la sua esperienza quale elemento distingue la poesia dalle altre forme di comunicazione mass-mediatiche e quali le caratteristiche che sono proprie della poesia e non si ritrovano in nessun altro tipo di linguaggio?
La poesia è una trivella, scava in profondità sino al nodo da sciogliere, si spoglia di tutti i fronzoli, delle verità apparenti e ammalianti e ti sbatte la realtà sul tavolo senza mezzi termini. La poesia a volte è crudele ma liberatoria, dopo aver scritto e messo nero su bianco quello che ti provoca tensione emotiva, dopo ti senti meglio.

7- Che vuol dire, a parer suo, essere un poeta, oggi?
Il poeta è qualcuno dotato di una sensibilità esasperata che si scontra spesso con la superficialità e la vanità della realtà odierna. È lo psicologo di se stesso e il veggente per il lettore passando spesso per un egocentrico mosso dalla brama di esprimere giudizi sugli altri. Niente di più sbagliato.

8-  Perché secondo lei, un lettore dovrebbe leggere il suo libro e quali sono i punti fondamentali che restano impressi dopo la lettura?
Il lettore dovrebbe leggere il mio libro spinto dalla curiosità di conoscermi e scoprire il mondo attraverso i miei occhi. La sorpresa potrebbe essere che spesso quel punto di vista è anche il suo, solo che si ha bisogno ogni tanto di guardare e guardarsi con occhi diversi. L’amore per se stessi e la meravigliosa avventura della vita attaverso il viaggio che ognuno di noi compie nel mondo, questi sono i punti che rimangono impresssi dopo la lettura della mia silloge.

Concludiamo questa bellissima conversazione con una domanda un po’ sui  generis: qual è la domanda che vorrebbe le fosse posta in una intervista o la cosa   che mai nessuno le chiede?
La domanda che nessuno mai mi ha fatto: L’è costato molta fatica questo suo lavoro? E quanto l’ha cambiata nei rapporti con gli altri? Magari la risposta potrei darla nell’intervista alla prossima pubblicazione.

 

 

 

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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