“Donne, quotidiano stillicidio” di Maria Rosaria Teni

Maria, Nadia, Antonella, Ester, Lucia e tante altre e tante ancora, come grani di un rosario infinito, le donne che non rispondono più alla chiamata della vita, che non hanno voce perché l’hanno perduta sotto i colpi inferti da mani assassine, nelle ore convulse di attimi irreali, ma realmente vissuti… Se ci fermiamo a riflettere su quanto sta accadendo giornalmente a donne che sono imbavagliate dalla paura, dal terrore di sfogare al mondo quello che vivono e che sopportano sulla propria pelle, ci accorgiamo che il 25 novembre è tutti i giorni, perché tutti i giorni ci sono donne che periscono e non si rialzano, sopraffatte da macigni che soffocano e annientano.  Oggi guardiamo alle panchine rosse, alle scarpe rosse, ai foulard rossi, scuotiamo il capo, ci rattristiamo, pur consapevoli che domani si tornerà a parlare d’altro e che i numeri da 109 saliranno, irrimediabilmente e aumenteranno le notizie di compagne, amiche, sorelle, madri, cadute sotto la spada di Damocle dell’indifferenza, della chiusura, del silenzio, della vergogna, dell’abitudine, zittite da una maschera di paura. È complesso e articolato il labirinto dell’angoscia in cui si muove una donna, in preda a mille situazioni, a volte apparentemente inverosimili e per questo ancora più agghiaccianti. Lo strato di pudore che riveste l’universo femminile di fronte a gesti di inaudita brutalità può essere di impedimento nello sviscerare situazioni difficili da raccontare e da confessare e di questo, purtroppo, si approfittano persone che non chiamo uomini, ma esseri malvagi e spietati, che si sfogano sulle madri dei loro figli o sulle proprie compagne, colpevoli di voler essere indipendenti e libere. Molto importante è la solidarietà e la divulgazione che, attraverso i vari mezzi di volontariato e di comunicazione, dà modo di conoscere e di operare nel soccorso di tante donne che si ritrovano sole e abbandonate, nel tentativo grande e virtuoso di arginare episodi di violenza e maltrattamenti, minacce, e coercizioni,cercando di assicurare una protezione, aiutandole a denunciare e offrendo loro un sostegno dopo la denuncia. La lunga scia di sangue che scorre dietro le storie di tantissime donne ammazzate, spesso da chi avrebbe dovuto amarle, impone una riflessione più seria e ampia sia da un punto di vista culturale sia per quanto riguarda le misure più concrete che devono adottare le istituzioni, cui spetta indubbiamente il compito di dare il primo segnale forte di assunzione di responsabilità. Fondamentalmente, alla base prevale la necessità di dare alle donne la possibilità di parlare, raccontare e raccontarsi e soprattutto di palesare ogni comportamento inusuale e violento, così che nessuna donna si senta più sola,   abbandonata e privata della  libertà, bene imprescindibile di ogni essere umano. Che di rosso resti solo una rosa, in un giardino fiorito a ricordare la bellezza di ogni donna…
Maria Rosaria Teni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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