“Leggerezza, questa insostenibile chimera…” di Maria Rosaria Teni

editorialeLa donzelletta vien dalla campagna… e si immagina come in un sogno la fanciulla che quasi danzando si avvicina al borgo dopo essere stata per campi a raccogliere fiorellini e sogni e farne un cesto di dolci speranze. Una subitanea brezza sembra sfiorare il volto e carezzare guance che da troppo tempo sono schermate da una mascherina provvidenziale e benedetta, mentre una sensazione di improvvisa leggerezza si impadronisce dell’anima, a lungo sopita dalla coltre dell’inquietudine. Agosto porta con sé voglia di sole, di mare, di cieli azzurri e notti infinite dove proprio l’infinito si staglia come tetto sui confini di una realtà magica e dove anche i pensieri grevi e gli affanni sembrano svanire con le stelle cadenti, foriere di desideri inespressi. Siamo gratificati dal sole benefico che allontana i malesseri e il caldo ci abbraccia, a volte soffocandoci col suo ardore, dandoci la sensazione di essere baciati dai raggi generosi e capaci di prodezze miracolose. Ho associato il mese di agosto alla libertà, alla gioia di potersi affrancare da ritmi consueti e aspirare a essere veramente artefici del proprio tempo, allentando le tensioni che un intero anno lavorativo porta inevitabilmente a vivere. La freschezza di un mese che, pur nel suo calore, sa regalare tanta levità e spensieratezza. Oggi però mi chiedo se sia ancora questo, per me, il mese di agosto o se non stia cercando di riandare indietro alla ricerca di un tempo perduto che, inevitabilmente, sento non possa più essere ritrovato. Tutto ciò che accade intorno mi destabilizza, mi arreca amarezza e non solo perché ancora combattiamo con numeri elevati di contagi che ci riconducono a persone che soffrono, ma anche per tanti poveri esseri umani che vivono in zone del mondo dove il caldo è nemico e la leggerezza è un fantasma, che non trovano pace se non in fondo al mare o, meglio che vada, in centri sovraffollati in cui il caldo aggredisce e imputridisce, rendendoli irrespirabili, miseri capannoni fatiscenti. Mentre si “s-ragiona” sul caos di scelte che implicano un senso civico e morale, trovando disdicevoli banali barriere che nulla hanno a che vedere con quelle architettoniche di più urgente risoluzione, e si vorrebbe eliminare la strettoia di un controllo che salva la vita, mentre il problema è prenotare un posto al sole, ci sono persone che al sole muoiono per raccogliere prodotti che arrivano su tavole imbandite e si fanno vetrina di un’opulenza ricercata e sterile. Vorrei svegliarmi, un giorno, con la leggerezza lieve della mia piccola fanciulla leopardiana che reca in mano un mazzolin di rose e viole…
Maria Rosaria Teni

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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Una risposta a “Leggerezza, questa insostenibile chimera…” di Maria Rosaria Teni

  1. Marcello Marenaci ha detto:

    Esimia Maria Rosaria Teni, ha descritto con somma sapienza la Lirica Leopardiana, respiri dell’anima. Grazie per la sua Operosità nell’esposizione di questa meravigliosa Opera. Distinti Saluti Marcello Marenaci.

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