“Uno sguardo sulla musica al femminile” di Annamaria Mazzotta

cantata-delle-putteNell’immaginario comune si pensa che la musica sia stata composta tutta al… maschile. Invece, nell’arco della storia della musica, vi sono state donne musiciste, concertiste e compositrici che, al pari dei loro colleghi uomini, hanno lasciato una traccia profonda nell’ambito dell’estetica e della cultura musicale. Sono donne che hanno amato se stesse e la musica, sino al punto di vivere controcorrente, sfidando la società e perfino la Chiesa. Eppure sono cadute nell’oblio, tanto che nei libri di storia non si accenna minimamente alla loro presenza. Solo a una di esse la Storia dedica pochissime righe, mi riferisco a Clara Wieck Schumann, moglie di Robert Schumann. Significativo è quando Clara afferma: «Una volta credevo di avere talento, ma sto cambiando idea. Una donna non dovrebbe desiderare di comporre, mai è stata capace di farlo. Dovrei essere io quell’una? Sarebbe arrogante crederlo. Le donne tradiscono se stesse nelle loro composizioni, questo vale per me quanto per le altre. Che sia Robert a farlo.» Una tale affermazione non è una frase abbozzata, ma è figlia di un pensiero culturale radicato nel tempo. Il ruolo della donna, infatti, era quello, salve rare eccezioni, di saper condurre la casa, badare al marito e ai figli.

quando-regina-incontro-mozart-L-4.jpegIl nostro excursus storico parte dal ‘500 con Maddalena Casulana, compositrice, liutista e cantante. Il suo scopo era quello di mostrare al mondo il vanitoso errore degli uomini, i quali erano convinti di possedere essi soli doti intellettuali. Seguono Francesca Caccini, Barbara Strozzi, e Anna Magdalena Bach. Enunciare tutte le donne musiciste sarebbe molto lungo; ci soffermeremo solamente al XVIII secolo, in quanto offre spunto per parecchie riflessioni. In questo periodo emergono Maria Anna Mozart, chiamata familiarmente “Nannerl”, che, pur essendo una eccellente pianista e compositrice, dovette cedere il passo al celebre fratello Wolfgang Amadeus, e Maddalena Lombardini Sirmer, della quale si saprebbe ben poco se non fosse per un saggio curato da Maria Rosaria Teni, che ha comportato 10 anni di studio attento e cavilloso, dal titolo Una donna e la sua musica: Maddalena Laura Lombardini Sirmen e la Venezia del XVIII secolo. Da questo è stato tratto, sempre curato dalla stessa autrice, l’articolo “Maddalena Lombardini, una musicista tra creatività ed emancipazione nella Venezia del Settecento”, apparso nella rivista «Eudonna», Il Sestante, ed. Roma.

image004Allora Venezia era una città vivace e allegra, piena di vita e ricca di scambi culturali, insomma era una città all’avanguardia. La Serenissima era sede di ben 4 Ospedali; il termine all’epoca aveva un’accezione diversa da oggi. Infatti, gli Ospedali nacquero come luogo di recupero e redenzione per gli orfanelli, in seguito si arricchirono di contenuti formativi. Vi si insegnavano un mestiere e la musica: canto, strumento, composizione. Pertanto, erano i precursori dei nostri Conservatori. E in uno di questi Ospedali, l’Ospedale dei Mendicanti, che la Lombardini, insieme ad altre “putte”, venne avviata all’età di 8 anni allo studio della musica, entrando, poi, a far parte dei cori femminili curati dalle suore e per i quali le stesse componevano musica. Si avvicendarono alla direzione maestri del calibro di Vivaldi e Tartini e dai cori uscivano spesso musiciste capaci di calcare il palco scenico. A questo contribuì non solo la nascita delle “figlie del coro”, come venivano chiamate le ragazze che vi partecipavano, ma anche un interesse culturale da parte dello Stato. Così queste putte videro ribaltare la propria posizione, poiché divennero concertiste e compositrici. E da questo contesto che decolla la Lombardini, toccando varie città europee quali Parigi, Londra, San Pietroburgo e altre, confrontandosi con grandi musicisti come Haydn e Mozart, giusto per citarne alcuni. C’è da dire, però, che nella sua carriera concertistica molto giocò l’aver sposato Ludovico Sirmen, violinista di Ravenna. Fra le composizioni della Lombardini ricordiamo Trii, Quartetti, in particolare i Quartetti op. 3, che furono pubblicati, come era consuetudine, con la doppia paternità, la sua e quella del marito.

Cantante, clavicembalista e violinista, esperta più nella tecnica del violino, intessé con Tartini una fitta corrispondenza, imparando molto bene l’esercizio del famoso Trillo. Un fraseggio melodico, unito a passaggi di tecnica brillante, fece di lei una virtuosa del violino. Con il XIX secolo, però, cambiano i gusti e la Lombardini, come successe per alcuni colleghi uomini, cadde nell’oblio.
Annamaria Mazzotta

Annamaria Mazzotta

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in Musica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.