“Come passano i giorni…” di Maria Rosaria Teni

editorialeIn questo cantuccio trovano spazio le riflessioni che quotidianamente mi accompagnano e che spesso scaturiscono da letture che mi vedono sempre più attenta e affamata di parole e di frasi che diventano sostegno ai miei mille pensieri. In questo periodo mi sto dedicando a Pessoa e trovo che sia di una straordinarietà senza pari. Le sue profonde considerazioni sullo scorrere del tempo e sulle memorie più intime si insinuano nel mio animo e si adagiano per carezzare un’ansia latente che divora il mio vivere.

Come passano i giorni, a giorno a giorno
E niente di ottenuto o progettato!
Più vecchio dico, con ugual fastidio:
Come, uno dopo l’altro, i giorni vanno,
Senza nulla di fatto e nulla nell’intenzione!…

Quanta potente verità in questi versi e quanta emozione suscita il ricorso a un andare, senza meta, come onde che si abbandonano sulla sabbia e si lasciano vivere nell’incognita di esistere o meno, di resistere o morire… Tutti noi trascorriamo la nostra esistenza nell’affanno di mille progetti e ambizioni, nella rincorsa utopistica di certezze e fallaci promesse di eternità, mentre siamo istanti in un attimo di vita che mentre si vive già non ci appartiene. Mi torna in mente la lettura de “Le Confessioni” di Agostino d’Ippona, che mi ha accompagnato durante le ore che passavo accanto a mio padre, degente in terapia intensiva, e la consolante sensazione che mi faceva compagnia mentre riflettevo su parole che sono rimaste indelebili nel mio cuore: “Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro.”   Il tempo è dunque un’illusione peregrina che fluttua assecondando le situazioni e quindi, pur appartenendoci, non ci appartiene mai del tutto perché scappa via, fugge senza guardarsi indietro. Il tempo allora sembra esistere solo in quanto “tende a non essere “, anche se, in realtà non può essere nulla, dal momento che percepiamo il nostro vivere nel tempo, pur accorgendoci che questo si tramuta subito in passato. In questi giorni, mentre si riprende lentamente a vivere la vita come era prima della pandemia, si ha la strana sensazione che il tempo si sia dilatato in una rifrazione di istanti che si alternano stranamente attraverso riverberi di solitudine e di distanziamento misti a tentativi di abbracci e timidi, o piuttosto timorosi, ricongiungimenti, portando a chiedersi se tutto ciò che è successo in questo periodo temporale così lungo sia stato realmente vissuto o sia solo un reflusso di un passato che non esiste perché non è più! Vorrei veramente che quel recente passato non dovesse mai più divenire un presente e che la bellezza di ogni forma di vita prendesse il sopravvento… perché la gioia è dell’attimo; dispare col sole che gela… come recita una meravigliosa poesia di Pessoa, nella quale, ancora una volta, trovo risposte.  Maria Rosaria Teni

“Se io”

Se io, ancor che nessuno,

potessi avere sul volto

quel lampo fugace

che quegli alberi hanno,

avrei quella gioia

delle cose al di fuori,

perché la gioia è dell’attimo;

dispare col sole che gela.

Qualunque cosa m’avrebbe meglio

giovato della vita che vivo –

vivere questa vita di estraneo

che da lui, dal sole, mi era venuta!

Viaggiare! Perdere paesi!

Essere altro costantemente,

non avere radici, per l’anima,

da vivere soltanto di vedere!

Neanche a me appartenere!

Andare avanti, andare dietro

l’assenza di avere un fine,

e l’ansia di conseguirlo!

Viaggiare così è viaggio.

Ma lo faccio e non ho di mio

più del sogno del passaggio.

Il resto è solo terra e cielo.

Fernando Pessoa

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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