“Nuove prospettive” di Maria Rosaria Teni

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Questo breve spazio mi offre l’occasione di parlare del cantore del Novecento come è stato definito dalla critica contemporanea Adam Zagajewski, protagonista tra l’altro di una suggestiva raccolta antologica di poesie “Guarire dal silenzio”, curata da Marco Bruno per i tipi Lo Specchio di Mondadori che ho appena terminato di leggere e in cui sono presenti versi tratti dal libro “La vera vita” 2019 e “Comunicato” 1972. In questi giorni ho pensato spesso al silenzio. Un silenzio particolare che progressivamente si sta arricchendo di voci e di suoni, di vibrazioni impensabili, frutto di una libertà ritrovata, fatta di mille parole. Con l’arrivo dell’estate anche i colori stanno prendendo il sopravvento, dipingendo le ore e dando un nuovo significato allo scorrere del tempo. Sembra quasi dimenticato il tetro spettro di strade vuote che oggi cominciano a ripopolarsi di rinnovata speranza mentre stiamo percorrendo un cammino nuovo, che ci ha fatto scoprire diverse realtà e situazioni. In questo periodo mi sembra sia stato significativo aver saputo conservare la capacità di riscoprire il valore delle piccole cose, apprezzando anche la solitudine e la magniloquenza delle mille sfaccettature del silenzio. Ripenso a quanto asseriva Sant’Agostino con la sua frase che ricordo mi ha colpito sin dai tempi dell’esame di Filosofia all’Università, una verità che spesso ho adottato nella mia vita: “ex malo bonum”, ossia trarre da questo tempo il bene che sembra sepolto sotto la coltre delle disgrazie, trovare una luce tra le intemperie che stanno abbattendosi in un mondo globalizzato e sempre più atomizzato. Sembra naturale anche il rimando a Bauman, quando descrive la solitudine come condizione in cui si raccolgono vari pensieri ed emozioni che in realtà non fanno altro che restituire una più vasta opportunità di comunicare proprio perché sono più ricchi di valore aggiunto. Leggere e approfondire i grandi può essere di aiuto per trovare la forza di rialzarsi e rinascere perché, a prescindere da ogni ostacolo, la vita continua in un viaggio ricco di incognite. Ripercorriamo i passi di Emily Dickinson che, nella sua infinita sensibilità, ha avuto il merito di espandere nella sua poesia tutta la bellezza dei piccoli momenti di vita quotidiana, vissuta in una sorta di solitudine quasi sacrale. È sublime la sua aspirazione ascetica verso una fusione con il cielo, ma nello stesso tempo, paradossalmente, la scelta della solitudine diviene la sua libertà più vera tanto da definire la notte il suo giorno preferito. Intanto noi abbiamo imparato a convivere col silenzio, a sentirne la voce, compagna di solitudini apparenti, abbiamo cominciato ad ascoltare il nostro pensiero nella profondità dei sentimenti e nel disvelamento delle emozioni, nella speranza di essere proiettati verso una migliore prospettiva di umanità ritrovata.
Maria Rosaria Teni

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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