IN PROSA E IN POESIA : “Evoluzione e comportamento 2”– a cura di Lorenzo Fiore

La bellezza

Un rospo, se sapesse valutare

la bellezza, potrebbe argomentare

che alcune rospe sono seducenti,

ma altre più che donne repellenti.

                                                                      

Gracidii cupi saprebbe arrangiare,

da musicista, per elaborare

cori a cappella profondi e struggenti,

apprezzati da rospi competenti.

                       

Più di noi umile e saggio, non vorrebbe

l’assoluto del bello ricercare,

né ideal di bellezza proclamare,

 

ma la felicità gli basterebbe

del saper la bellezza ravvisare

e del poterla lui stesso creare.

Sonetto tratto da Lorenzo Fiore, Conti aperti con il Mondo, YCP, 2020

 Corteggiare costa?

La ruota del pavone viene interpretata come un segnale attraente per la femmina (qualcuno si spinge a dire che in casi come questo si può riconoscere una radice del sentimento estetico … dato che a noi la ruota appare bella).

Ma, mentre l’attrazione esercitata verso la femmina sembra sufficiente a spiegare il successo evolutivo della coda del maschio, riesce difficile ipotizzare per quali ragioni si sia affermato e diffuso il “gene” che nella femmina promuove questa attrazione.

E’ stato proposto che con la vistosità della coda il maschio segnali di possedere caratteristiche favorevoli per la riproduzione. Ma come evitare allora lo sviluppo di belle code da parte di maschi ingannatori? Se questo avvenisse e le femmine cadessero nella trappola, l’intero marchingegno evolutivo svanirebbe entro poche generazioni.

E’ proprio il carattere “costoso” della coda del maschio che ha suggerito una possibile spiegazione.

I proponenti hanno prospettato che quanto più i maschi sono “in buona forma”, tanto più grandi e vistose ruote saranno in grado di produrre. Il costo stesso impedirebbe l’inganno da parte di individui più deboli o disadatti, incapaci di adeguarsi alla competizione.

L’ipotesi è stata invocata per molti altri comportamenti di corteggiamento (es. la costruzione di un bel “giardino” da parte degli uccelli giardinieri), suggerendo che l’essere attratte dall’esibizione di segnali costosi costituisca per le femmine una buona strategia.

Come trarre vantaggio da un handicap?

La congettura è stata estesa anche al di fuori dei comportamenti di attrazione sessuale, proponendo che, in via generale, l’attendibilità di molti segnali di comunicazione possa venir garantita dal loro alto costo.

E’ stata formulata una vera e propria teoria dell’handicap, secondo la quale sono particolarmente efficaci i segnali che derivano da caratteri intralcianti o controproducenti, ma che solo chi ha le qualità necessarie per compensarli si può permettere.

Si è perfino suggerito che l’accumularsi progressivo degli handicap dovuto a questo meccanismo possa aver portato alcune specie all’estinzione (ad esempio, i cervi dalle grandi corna).

La teoria dell’handicap, in verità, è stata poco suffragata da modelli e calcoli basati sulla selezione a livello di “gene”. Ma è naturalmente suggestiva, e può costituire un ulteriore esempio dell’attenzione che viene attualmente rivolta all’evoluzione di caratteri che appaiono deleteri per la salute di chi li produce.

L’ipotesi dell’handicap esemplifica bene anche l’intento degli studiosi di ricondurre ad un’analisi puntuale e ragionata aspetti che venivano implicitamente imputati a proprietà fondamentali della vita, non necessitanti quindi di ulteriori spiegazioni (la filosofia occidentale, qualcuno ha detto, è soprattutto un insieme di glosse a Platone; ma, a mio modesto avviso, quanto più si superano le concezioni ispirate alle “idee” platoniche tanto più facilitati saranno gli avanzamenti, almeno in campo scientifico).

Il “gene falco” e il “gene colomba” in competizione.

Per illustrare ulteriormente l’atmosfera sviluppatasi nel campo dello studio dell’evoluzione del comportamento mi sembra utile parlare ora di un noto modello, detto dei falchi e delle colombe.

L’ipotesi teorica in questione prevede che in una qualche popolazione animale gli individui possano comportarsi in modo aggressivo (possedendo un “gene falco”) o remissivo (“gene colomba”); la domanda che viene posta riguarda ciò che prevedibilmente accadrebbe all’uno e all’altro “gene” nel corso delle generazioni.

Il “gene” falco sembrerebbe destinato a diffondersi, e il “gene” colomba a scomparire. Tuttavia, il progressivo aumento della quantità di falchi accrescerebbe anche la probabilità di incontri di un falco con un altro, con conseguenti seri danni per entrambi ed indiretti vantaggi per le docili colombe. Ma poi, con il risultante accrescersi in numero delle colombe, anche il loro vantaggio a sua volta svanirebbe, innescando un movimento in senso opposto. Si creerebbero così oscillazioni fra falchi e colombe intorno ad un definito rapporto numerico, che per quella popolazione costituirebbe il punto di equilibrio.

Si ritiene che processi simili avvengano in ogni caso in cui il vantaggio di un gene è legato alla sua relativa rarità. E’ questa una condizione abbastanza comune in natura, che contribuisce a mantenere la variabilità, e che può riguardare anche caratteri non comportamentali. Si è spiegato, per esempio, con un meccanismo analogo il rapporto molto vicino a 1:1 fra il numero dei maschi e delle femmine (sex ratio) che si riscontra in quasi tutte le specie; comprese quelle, come i cervi e i leoni, che sono organizzate in harem con un maschio e diverse femmine, o quelle, come spesso gli insetti, in cui un solo maschio sarebbe sufficiente a fecondare un gran numero di femmine. Con un’ulteriore confutazione – per inciso – di interventi di ipotizzate e misteriose saggezze della natura.

Vita nel gruppo

Spero che queste premesse siano utili ad una migliore comprensione di quanto avviene nel caso di gruppi organizzati.

In questi, anche nei casi più semplici, il repertorio comportamentale si arricchisce. Perché un gruppo funzioni occorre almeno che i suoi membri siano attratti gli uni verso gli altri e sincronizzino le loro attività. La presenza di un “capo” non è necessaria, ma sono comunque indispensabili regole per prendere le decisioni, che possono implicare veri e propri procedimenti a maggioranza.

Ma un vistoso salto qualitativo si verifica con lo sviluppo della capacità di riconoscimento individuale. Si possono sviluppare allora gerarchie, con specifiche forme di dominazione e sottomissione, e alleanze. Il semplice altruismo, di cui abbiamo già parlato, può venir affiancato da forme di reciprocità, in cui l’atto altruistico viene compiuto solo verso individui conosciuti, che  lo ricambieranno al bisogno.

Tutto questo richiede che si formino evolutivamente nuovi schemi comportamentali, secondo la logica che abbiamo visto in situazioni più semplici, con la possibilità di sempre maggiori scostamenti dal criterio del vantaggio per il singolo. Qui si può riconoscere anche la ragione dello strutturarsi di una ricca e potente sfera “affettiva”, che funziona da impulso e guida per il comportamento individuale.

A chi ha seguito fin qui potrà esser venuto il sospetto che molte interpretazioni sul comportamento animale siano state indirizzate, e anche deformate, dalle opinioni che i ricercatori hanno su quello umano, e il dubbio è legittimo. Ma certamente questo non toglie interesse alla direzione inversa, che considera gli umani e la loro psiche sostanzialmente come il frutto finale di una molto lunga linea evolutiva sviluppatasi entro il regno animale. Includendo, naturalmente, un salto di parecchi ordini di grandezza, avvenuto nei tempi più recenti, che ha introdotto molte importanti novità non chiaramente riportabili ai meccanismi dell’evoluzione naturale.

Ma su questo panorama ci affacceremo, spero, in un prossimo contributo.
Lorenzo Fiore

Eventuali riflessioni, commenti e domande da parte dei lettori,  potranno potranno essere inviate al seguente indirizzo:
fiorelorenzo2005@libero.it

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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