“Olavo de Carvalho: un critico della  politica e della scienza” di Apostolos Apostolou   

Olavo de Carvalho è un critico delle politiche di austerità, è un uomo libero e insieme critico del conformismo. Filosofo e giornalista, è nato in Brasilia (1947), insegna filosofia politica e anche  anche come giornalista scrive in molte riviste e giornali.

Olavo de Carvalho, con le sue opere, vuole smascherare le menzogne del potere e le menzogne della scienza. Ha sostenuto che “la società aperta” di Karl Popper è una società globale, ma la società globale non è sufficientemente aperta e molte volte vediamo che la “società aperta” diventa una società pre-critica.

Anche Olavo de Carvalho critica la scienza, e proprio il Principio d’inerzia (Galileo) e la Prima legge di Newton. Per esempio, sostiene Olavo de Carvalho che quando diciamo, secondo Newton, che “Un corpo persevera nel suo  moto, se non soggetto a forze. Ma cose’è la forza? Intuitivamente la variazione di stato può essere provocata da una qualche interazione con il corpo in esame e quindi possiamo dire che la forza misura l’interazione tra sistema fisici”, in  questo  pensiero non esiste la metafisica.

È giusto quello che sostiene Olavo de Carvalho, perché senza un orizzonte d’interpretazione ontologica o metafisica, le scienze costituiscono una conoscenza della realtà difettosa e carente. Muove la critica anche della teoria di Darwin e parla di un genocidio di darwinismo (Darwinism is genocida). Oggi grazie al progresso della genetica, il principio dell’evoluzione delle specie è inteso in modo diverso da quello fissato della dottrina darwiniana. E possiamo dire, sulla base della matematica e della biologia molecolare, che la teoria dell’evoluzione delle specie, con casuali cambiamenti – messe alla prove del genoma e controllo per mezzo della selezione naturale, oggi probabilmente non può più rivendicare una validità scientifica.

 Olavo de Carvalho non vede nessuna differenza tra astronomia e astrologia e sostiene che l’astronomia deve accettare l’astrologia come scienza. Nega la teoria eliocentrica; ci sono molte domande se la teoria copernicana semplifichi i calcoli a quella tolematica (qui ricordiamo anche il fisico e filosofo francese Jean Marc Lévy-Leblond, riguardo alla fatidica domanda, se sia la Terra o il Sole a girare: «Io non potrei in qualità di fisico dare una risposta priva di ambiguità se non mi si dicesse a quale sistema di riferimento essa dovrebbe riferirsi. Poiché il Sole, visto dalla Terra, gira davvero intorno ad essa!… I calcoli molto sofisticati delle traiettorie seguite dalle nostre sonde spaziali sono effettuati davvero all’interno di un contesto in cui la Terra è – giustamente –  considerata immobile…)»

Critica la teoria d’insieme di Georg Cantor, che offre un modo semplice per trattare gli oggetti del mondo reale, e dirà Olavo de Carvalho che la teoria di Cantor sostiene una logica falsa.   Dal sito Internet “Contro imbecillità collettiva” (sito ufficiale Olavo de Carvalho) copiamo un articolo di Olavo de Carvalho «Fino a oggi nessuno ha risposto in modo soddisfacente − e mai vi potrà rispondere − alla mia osservazione che il socialismo-comunismo è la fusione di potere politico e potere economico, e quindi un formidabile aumento dei mezzi di controllo sociale e oppressione. Ho già ascoltato ogni tipo d’insulto quando dico questo, ma nessuna confutazione. Nessuno risponderà nemmeno alla constatazione di Hans-Hermann Hoppe sul fatto che il passaggio dalle antiche monarchie verso il repubblicanesimo democratico ha portato il deterioramento della vita sociale, l’aumento esponenziale della criminalità e la scalata senza fine dell’intervenzionismo statale. Non c’è un solo avvocato della democrazia contro il socialismo che non sia cosciente di difendere niente di più che un male minore. Alcuni, in fondo, riconoscono perfino che il male minore è soltanto un cammino un po’ più lungo per il male maggiore. Ciò li pone in una posizione di svantaggio nel confronto con socialisti e comunisti, che non devono rendere conto di nulla alla realtà storica e che in generale sono proprio degli psicopatici insensibili a qualsiasi scrupolo di coscienza. Ma in ogni caso è meglio parlare con freno in bocca che non parlare affatto.»

Il problema, in fondo, è che sia la democrazia quanto il socialismo sono figli della mentalità rivoluzionaria, ossia: entrambi consistono essenzialmente nel fare promesse che non possono mantenere. Entrambe rifiutano in modo categorico l’antica nozione che diceva che il corso delle cose dipende da fattori incontrollabili e proclamano che “l’uomo” deve prendere in mano il suo proprio destino − dimenticando che, in pratica, la cosa finisce sempre immancabilmente nel fatto che alcuni pochi uomini passeranno a decidere il destino degli altri.

«Nella maggioranza dei casi, la crescita dei mezzi di oppressione non dipende da nessuna scelta politica, ma dal semplice progresso della scienza e della tecnica. L’intercettazioni generalizzate che tanto scandalizza il pubblico, gli aerei teleguidati con telecamere che passano al setaccio l’interno delle case, i semplici archivi elettronici di informazioni che pongono tutti alla mercé di ricatti governativi sono avanzi tecnici formidabili, la cui creazione è costata così cara che solo lo Stato ha potuto finanziarla, cosa che fa immediatamente del cittadino l’inerme vittima dell’alleanza inevitabile tra conoscenza scientifica e potere, trasformando in una barzelletta macabra la promessa illuminista che diceva che la scienza avrebbe liberato l’umanità dall’oppressione e dalle tenebre. Nessuno di questi processi, che superano infinitamente le più folli ambizioni di potere assoluto di Hitler e Stalin, dipende da un’adesione ideologica al socialismo o alla democrazia capitalista. In qualsiasi luogo vi sia uno Stato, questo ha al suo servizio le tecnologie più costose e la stessa complessità crescente dell’amministrazione pubblica lo forzerà a usarle, prima o poi. Così, continua ovunque a compiersi, anche dopo l’estinzione dei grandi regimi totalitari, la profezia di Jacob Burckhardt, annunciata alle porte del XX secolo: “L’autorità rialzerà la testa, e sarà una testa spaventosa”. In modo ancora più chiaro, è lo stesso progresso della tecnologia che rende possibile il controllo del flusso delle informazioni, riducendo la massa popolare a uno stato di ignoranza a volte completa sul reale stato di cose. Con o senza questo nome, la censura, la soppressione di fatti indesiderati, è diventata routine per i grandi mezzi d’informazione democratici internazionali come una volta lo era nell’URSS e ancora lo è nel comunismo cinese. È difficile che il KGB abbia mai intrapreso un’operazione di silenziamemto così vasta e così di successo come quella dell’occultamento dei falsi documenti di Barack Hussein Obama operata dai mass-media americani o la completa invisibilità del Foro de São Paulo, per sedici anni, nei giornali e nelle televisioni brasiliane. Fino a quando l’umanità non capirà che coloro che la stimolano a “prendere in mano le redini del proprio destino” stanno solo suggerendo che essa le consegni nelle loro mani, le prospettive di libertà nel mondo intero continueranno a rarefarsi sempre di più, e la stessa libertà di percepirlo sarà esercitata da un numero sempre minore di persone».

Con le opere di Olavo de Carvalho possiamo capire l’antitesi tra meccanismo e vitalismo, quella tra determinismo e finalismo. Il determinismo vale nel mondo fisico in cui ogni fatto è il risultato inevitabile di altri, che ne sono le cause, senza che si possa intravvedere un piano o disegno d’insieme. Inoltre, possiamo conoscere con le opere politiche di Olavo de Carvalho, le false politiche che diventano una pedagogia manipolata.

Apostolos Apostolou
Docente di Filosofia

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in "L'Angolo della Filosofia". Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.