“Nella metropolitana: riflessioni” di Maria Rosaria Teni

La metropolitana, quella sera di luglio di un paio di anni fa, era affollata come sempre. Sfrecciava nelle viscere della  città immensa, ingoiando chilometri e storie. Parigi che sfavilla di mille luci, in questi lunghi corridoi sventrati è un’anonima città che potrebbe trovarsi in qualunque altra parte del mondo. Grigi i contorni, maniglie unte di sudore, sedili occupati da fantasmi di uomini  presenti col corpo, ma assenti con la mente. Era appena salita una banda di musicisti di strada. Appariva quasi stonata quella paradossale pennellata di vita! La fisarmonica ha intonato le note di un vecchio valzer che vagamente ha risvegliato, per un momento, l’attenzione di alcuni passeggeri. Faceva seguito una melodia della più brillante tradizione francese e alcuni nostalgici, improvvisamente, come risvegliati da un torpore usuale, hanno accennato un sorriso tra sguardi stanchi. Per un breve istante, trascinata dalla malia del brano, ho  immaginato di danzare nei boulevard, leggiadramente, assecondando il fiorire di antiche movenze, tra nuvole sospinte dalla brezza e foglie di platani verdeggianti! Risvegliata all’improvviso, mi sono guardata attorno… Accanto a me, nel frattempo, si era seduta una donna non più giovane. La pelle scura, lo sguardo nel vuoto, gli occhi, profondi e vellutati, tralucenti di immagini non visibili che col cuore; senza espressione i suoi occhi, né sorriso sul volto che celava pensieri taciuti. Ho pensato alla sua storia, che nessuno mai udrà e che probabilmente  non interessa ad alcuno, al suo animo vibrante di emozioni e palpiti, lacerato ma in quel momento così assente da sembrare apparentemente  indifferente anche ai suoi pensieri. Come altri sul vagone, quella donna, probabilmente di origini africane, percorreva un viaggio, metafora di una vita vissuta attraverso paesi, strade, ricordi senza mai voltarsi indietro, per non essere costretta a ricordare  visioni dolorose, accecanti, difficili da cancellare e rimandare in un iperuranio immaginario, dove anche le brutture assumono un’astrazione metafisica e si alleggeriscono di materialità meschina e fangosa. Non avrei mai immaginato di poter provare,in quel percorso in metro, tante e diverse sensazioni, ma tutto ciò che ho potuto pensare in quei chilometri sfrecciati nel cuore di Parigi mi ha portato a convincermi che in fondo ognuno ha una storia, una vicenda umana che trascorre in un cammino esistenziale carico di incognite e che,  proiettato nella realtà di tutti i giorni, è comunque circondato dal  silenzio. Il silenzio che era tangibile in quel vagone logoro in cui mi trovavo per caso; un silenzio greve, pesante, impenetrabile che gela un qualsiasi scambio verbale e assimila noi essere umani a manichini impermeabili, a personaggi interpreti di una commedia, messi su un palcoscenico fittizio che si basa su una trama ambiguamente celata da improvvisi colpi di scena. In quel vagone affollato di esistenze alitanti parole non dette, ero circondata dall’oscurità delle viscere della terra, a tratti interrotta da luci di passaggio sfolgoranti che per brevissimi istanti illuminavano le carrozze per lasciarle all’improvviso nel buio più profondo. Nessuno avrebbe detto  che fuori splendesse la vita, coi suoi scintillanti bagliori e abbaglianti attrazioni, perché la metropolitana sa vivere solo di notte e mimetizza i contorni. Ma era giusto, mi chiedevo a quel punto, confondersi e confondere le nostre esistenze, celandosi per proteggersi dagli altri e schermarsi in un silenzio arido e gravido di muti pensieri? Mai come in quel momento, la mia solitudine aveva il sapore di una sconfitta e ancora una volta ho capito che non basta essere accanto per non essere soli perché la solitudine si alimenta di moltitudine e  inaridisce quando cadono  le maschere.

Maria Rosaria Teni

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in Editoriale. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.