Viva l’opera comica! Riflessioni su “Superficie Boh” di Biagio Putignano e Paolo Peretti – a cura di Paola Ciarlantini

Merita attenzione e plauso l’ottima recensione curata dalla compositrice e musicologa Paola Ciarlantini sull’ultima opera in un atto Superficie Boh di Biagio Putignano (testo di Paolo Peretti), presentata nel programma del 38° Festival di Musica Contemporanea diretto da Ada Gentile e svoltasi, in prima assoluta, lo scorso 10 ottobre nel Foyer del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno.È con grande piacere, dunque, che presentiamo un’altra opera del Maestro Putignano e ci addentriamo nell’universo musicale contemporaneo,  pronti a coglierne il fascino e la profondità nonché la grande raffinatezza e innovazione.

Paolo Peretti e Biagio Putignano

Viva l’opera comica! Riflessioni su Superficie Boh
di Biagio Putignano e Paolo Peretti
a cura di Paola Ciarlantini

“Operine tascabili”: così sono simpaticamente definite le opere in un atto Superficie Boh di Biagio Putignano (testo di Paolo Peretti) e Il contratto perfetto di Roberta Vacca (testo di Luca Capannolo) nel programma del 38° Festival di Musica Contemporanea diretto da Ada Gentile, che le ha commissionate, presentandole in prima assoluta lo scorso 10 ottobre nel Foyer del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Di tascabile, però, c’è solo l’organico, effettivamente ridotto a due voci soliste (soprano e basso), una voce recitante femminile e pochi strumenti, con maggiore spazio compositivo dato al pianoforte. Per il resto, parliamo di opera, anzi voglio scrivere la parola con la maiuscola: vivace, colta, altissima Opera italiana contemporanea! E di un genere che tanti Soloni della musicologia del secolo passato avevano dato più volte per morto: il brillante genere comico.

I soggetti sono interessanti e, in un certo senso, complementari, nel mostrare in modo ironico ma partecipe attuali esempi dello sfruttamento della persona umana e delle sue debolezze, nel primo caso da parte dell’industria televisiva, nel secondo caso da parte di certa imprenditoria che offre ai giovani lavori cosiddetti ‘flessibili’ (l’opera è ambientata nel mondo dei call center). Vorrei concentrarmi sul lavoro di Putignano che, dopo l’enorme impegno profuso nell’opera La verità nascosta incentrata sulla figura e i testi di Aldo Moro (Lecce, maggio 2017), ha confermato in Superficie Boh l’alta qualità del suo magistero artistico. Il soggetto non è originale: Paolo Peretti, noto musicologo marchigiano prestato alla librettistica (e la cosa deve divertirlo, visto che ha già proficuamente collaborato in tale veste con il compositore Roberto Molinelli) lo ha tratto da un racconto di Valeria Parrella, L’incognita Mah (in Tre Terzi, Torino, Einaudi, 2009). La vicenda riguarda un fenomeno televisivo di fine secolo scorso, la ‘consulenza’ parapsicologica di sedicenti maghi verso sprovveduti telespettatori, attuata da molte emittenti private. Il titolo vuole parafrasare quello dello sconclusionato manuale che la maga protagonista ha pubblicato per guidare gli utenti alla scoperta… dell’ottava dimensione! Il telespettatore Vittorio tenta infatti di mettersi in contatto, tramite una bislacca chiromante-medium, con la scomparsa moglie Sofia. Vorrebbe comprare al nipote Mario, che sta per sposarsi, una casa, ma dovrebbe essere svincolato dal giuramento fatto alla donna, in punto di morte, di dare tutto in beneficenza. Nel corso della divertente e assolutamente movimentata rappresentazione, si scopre però che Mario è il frutto dell’amore clandestino tra Vittorio e la sorella della moglie defunta… Tutto si conclude, però, al meglio: Vittorio farà testamento a favore di Mario, impegnandosi comunque a fare della beneficenza. Deliziosa l’idea di inframmezzare i tre quadri (ispirati ai nuovi criteri estetici del nostro tempo secondo la sociologa nippo-statunitense Sianne Ngai, il “carino”, il “curioso” e l’ “interessante”) con intermezzi pubblicitari che reclamizzano prodotti per la bellezza maschile e femminile di fine Ottocento. Putignano, coerente con la sua formazione, ha usato una scrittura colta e complessa, all’ascolto abilmente dissimulata, valendosi utilmente anche del dialogo tra stili musicali diversi. Il momento medianico è stato efficacemente reso tramite un’inedita atmosfera sonora costruita sulla sovrapposizione tra la voce sopranile e la voce femminile recitante. Ottimi tutti gli interpreti delle due opere, cantanti e strumentisti: il soprano Annalisa Di Ciccio, il basso Stefano Stella, l’attrice Pamela Olivieri, il polistrumentista Gianluca Ciavatta, il percussionista Luca Ventura e la pianista Sabrina Gentili, con un apprezzamento particolare per la verve della Olivieri, che con la sua talentuosa presenza scenica ha conferito continuità ai due lavori.

L’intero cast: Annalisa DI CICCIO, soprano Stefano STELLA, bassoPamela OLIVIERI, voce recitante e Sabrina GENTILI pianista, insieme al librettista Paolo Peretti e al compositore Biagio Putignano

 L’esperimento di Ascoli Piceno ha dimostrato, semmai ce ne fosse ancora bisogno (e pare di sì, se si considerano i finanziamenti pubblici esigui e inadeguati che vengono erogati in Italia per la musica contemporanea cosiddetta ‘colta’, il che ha portato alla fine di festival e rassegne storiche, con la conseguente colpevole dispersione di esperienza e professionismo preziosi…) che l’opera comica è più che mai viva, che può essere uno strumento potente di comprensione e analisi del nostro presente, con il valore aggiunto di riuscire a coniugare l’alta tecnica necessaria con la leggerezza, il linguaggio musicale contemporaneo con il generale divertimento. Il pubblico si è infatti dimostrato entusiasta, applaudendo a lungo autori e interpreti. Un plauso al Comune di Ascoli Piceno che, con altri enti (tra cui la Regione Marche e l’Istituto musicale “G. Spontini”) sostengono il Festival; un grazie speciale al direttore artistico Ada Gentile (nomen, omen!), che da decenni, pur importante autrice in proprio, s’impegna in modo generoso, sotterraneo e faticoso nel  promuovere e divulgare la grande musica contemporanea italiana.
Paola Ciarlantini

Paola Ciarlantini

Paola Ciarlantini, recanatese, ha compiuto i suoi studi musicali presso i Conservatori di Firenze e Bologna, diplomandosi in Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro, Composizione. Si è inoltre laureata in Lettere Moderne  sotto la guida del celebre musicologo rossiniano Alberto Zedda presso l’Università di Urbino. E’ Dottore di ricerca in Italianistica.  La sua attività è incentrata principalmente sulla composizione, in particolare per voce, sulla ricerca musicologica nel campo dell’opera italiana della prima metà dell’Ottocento e sul recupero e valorizzazione della civiltà musicale marchigiana, con oltre cento pubblicazioni tra saggi e monografie e collaborazioni con i principali enti musicologici italiani.  A lei dobbiamo, tra l’altro, l’edizione critica dell’opera “Ines de Castro” di Giuseppe Persiani, data al Teatro di Jesi nel 1999 e incisa dalla Casa Bongiovanni di Bologna, la storia del Teatro di Recanati con cronologia degli spettacoli, la costituzione, con Ermanno Carini, di un ingente fondo musicale presso il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di composizioni ispirate al Poeta, per il Bicentenario, con pubblicazione del relativo catalogo. Su nomina ministeriale, è socio effettivo dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti. Nel 2017 è stata eletta Presidente dell’ARiM-Associazione Marchigiana per la Ricerca e la Valorizzazine delle Fonti Musicali. E’ docente ordinario di Poesia per Musica e Drammaturgia Musicale; dopo aver insegnato presso i Conservatori di Trento-Riva del Garda, Bari e Adria,  attualmente insegna al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila.

Link del tg regionale delle Marche: 
https://youtu.be/SD4s6gZN1wo

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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