“Spalla di Murgia” di Rocco Carella – a cura di Maria Rosaria Teni

Spalla di Murgia

Ho conosciuto Rocco Carella in occasione del Premio letterario “Vitulivaria” 2017, dove ha ottenuto la Menzione d’onore per il suo racconto: “Un ricordo per tornare a vivere”, una breve storia assai apprezzata dalla Giuria del Premio per la qualità narrativa caratterizzata da una forte valenza emotiva. Sono quindi ben felice di apprendere che è appena stata pubblicata la   sua ultima fatica letteraria Spalla di Murgia (settembre 2017, 110 pagine, prezzo 12 Euro, ISBN 9788869120961), edita da Edizioni Creativa che si viene ad aggiungere alle altre, ugualmente notevoli, opere di Carella – Il limonio di Punta Rossa e La nostra spiaggia – pubblicate sempre da Edizioni Creativa nel 2016.
Il nuovo romanzo di Rocco Carella è ispirato alla Murgia di Nord-Ovest, che egli ha frequentato sin da ragazzo quando, di tanto in tanto, accompagnava il nonno durante il fine settimana, alla ricerca di erbette, funghi, asparagi selvatici che crescevano spontanei, o ancora quando seguiva  il nonno che si spingeva nelle più isolate masserie del posto per incontrare qualche vecchio amico che lì dimorava. Il racconto è ambientato alla fine degli anni Ottanta, un periodo piuttosto delicato per la zona, e mostra il legame dell’autore con luoghi della propria amata terra, portando il lettore in un’atmosfera d’altri tempi con la descrizione di greggi numerose, altipiani affascinanti di una Murgia ancora incontaminata e per questo preziosa nella sua purezza atavica. Si coglie in queste pagine il ritratto di un mondo che  ancora non correva il rischio di scomparire a causa dello spietramento subito soprattutto per rendere più agevole la coltivazione a scapito di una inevitabile trasformazione del territorio, con la minaccia incombente di una graduale  modificazione dell’assetto paesaggistico. Ed è proprio da quegli ambienti inviolati che ha inizio il romanzo che vede la protagonista – Belle, una giovane canadese – vivere una storia dibattuta nell’eterna lotta fra anima e denaro, fra cinismo e amore, fra apparire ed essere, mentre sullo sfondo la coralità di una popolazione che si attacca al principio di custodire e tutelare la propria terra, le radici cui è ancorata. L’intera storia dei protagonisti si svolge ad Altamura (anche se non è mai citata esplicitamente nel testo) e si snoda attorno alla vicenda che vede contrapposti interessi contrastanti tra frange di modernità che ruotano attorno alla progettazione di strutture di accoglienza per incentivare il turismo e la salvaguardia della tradizione e del territorio, bello e stupefacente nella sua selvaggia ed apparente ostilità morfologica. Una storia che denota grande amore per l’ambiente, un rispetto quasi religioso per i templi che la natura possiede e che regala a chi, con gli occhi dell’anima, sa coglierne il giusto significato e apprezzarne la disarmante bellezza. Si intravede, leggendo tra le pagine di fluida narrazione e profondità, una sottile nostalgia che si percepisce attraverso le vicende di uomini e donne che sanno ascoltare la terra, i ritmi della natura e la semplicità della vita autentica. Un ritorno al passato da parte di un uomo che vive nel presente e si rende conto del disfacimento di alcuni valori imprescindibili che non dovrebbero essere intaccati per inseguire la logica dell’economia e del commercio. Un libro che merita attenzione e che dovrebbe essere letto da chiunque abbia ancora fiducia nella nobiltà della tradizione.
Maria Rosaria Teni

Rocco Carella

Rocco Carella, nato nel 1973 nella periferia di Bari, nutre sin da bambino un profondo amore per la natura, per il mare, i boschi, gli alberi, che lo porterà poi a conseguire una laurea in Scienze Forestali, successivamente il titolo di dottore di ricerca in Studio e Progettazione del Paesaggio, e quindi a divenire l’oggetto della sua occupazione professionale. Ha realizzato svariati saggi, saggi brevi, capitoli in libri editi, e numerose pubblicazioni scientifiche inerenti i temi della conservazione della biodiversità e dei più importanti aspetti vegetazionali spontanei del territorio pugliese.

Il limonio di Punta Rossa

La nostra spiaggia

E questo profondo amore per la natura e per la sua terra, in particolare per alcuni luoghi cari, come Bari, la sua città, il Gargano, la Murgia di Nord-Ovest, permeano i tre testi narrativi sinora pubblicati: Il limonio di Punta Rossa (Edizioni Creativa, 2016), La nostra spiaggia (Edizioni Creativa, 2016), Spalla di Murgia (Edizioni Creativa, 2017). Nell’aprile 2017 il suo racconto Un ricordo per tornare a vivere ha ricevuto la Menzione d’onore nell’ambito del IV Premio Letterario Nazionale Vitulivaria (Sezione C – Racconto breve inedito in lingua italiana a tema: La poesia è la memoria bagnata dalle lacrime. La musica è la memoria del mare.); un suo breve componimento Sull’Aurelia a testa in giù, ispirato ad un celebre brano di Pino Daniele, ha ricevuto il 2° Premio nella Sezione Prosa del Concorso Nazionale Letterario Il Rovo (VI edizione, Cagnano Varano, luglio 2017).

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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