“Io, te e il balcone di casa mia” di Noemi Petrachi

Per la rubrica: “INVIA IL TUO RACCONTO”, propongo questo racconto breve inviatomi da Noemi Petrachi,  diplomata al liceo artistico V. Ciardo, Lecce (Italia) con specializzazione in storia dell’arte,rilievo e catalogazione, pittura, scultura, architettura.
Ha curato l’allestimento e la gestione museo d’arte MUSEO PINO PASCALI, Polignano a mare (Italia), guida turistica nel museo, addetto alla sicurezza del medesimo Si distingue per le ottime competenze nel campo creativo e artistico,realizzazioni manuali di oggetti, quadri, scultura, body painting, nail art, disegni, illustrazioni.
Ha realizzato per la terza edizione del Premio letterario “Vitulivaria”  una serie di opere originali che fanno da cornice alle poesie premiate.
                             “Io, te e il balcone di casa mia”
-Fumiamo ti va? – Fu la premessa di una calda e stellata serata di giugno. Io e te sul balcone di casa mia, appoggiati sul fresco e asettico muro bianco a fissare la vastità infinita del cielo stellato, notando tra tutte le sue stelle, quella che era diversa, fissa, stabile,la più luminosa tra tutte, che non lampeggiava nel buio pesto di quel cielo nero, quasi come le nostre due anime ingenue in questo mondo cattivo:Venere. E fu mentre Venere guardava noi e noi guardavamo lei, che incrociai i tuoi occhi che mi parlavano. Quella sera erano più limpidi,sereni e veri che mai… Ti sentivo vicino a me e non solo fisicamente, ma anche spiritualmente, mentre ci scambiavamo opinioni e sguardi. Sentivo come se le nostre calotte craniche, con la materia grigia al loro interno, si stessero fondendo e insieme trascinavano nella loro fusione anche le nostre anime, anime infuocate, anime vive, anime attratte l’una dall’altra, nelle quali volontà e desiderio coesistono e non possiamo opporci anche volendo. Anime testarde e ferite da chi non ci meritava fino a quel momento…
Mmi abbracci,ti abbraccio. Tutto il resto intorno a noi si annulla, sento il tuo corpo caldo appoggiarsi sul mio solitamente freddo, ma non con te.. mi trascini in un bacio appassionato ed eterno che non vorrei finisse mai. Ci stendiamo a terra, sul balcone di casa mia, mi spogli, ti spogli, mi entri lentamente dentro l’animo fino a unirci perfettamente come due tasselli di domino caduti nella guerra della vita ma ora incastrati perfettamente l’uno all’altro. Destino? Caso? Chiamalo come vuoi! Io la chiamo realtà, una realtà stranamente perfetta della quale non mi stancherei mai. Mi baci, ti bacio, ci abbracciamo ridendo come due bambini… due bambini molto simili che si completano giorno per giorno. Nuda a terra e tu su di me cospargi il mio corpo della tua essenza, mentre io per te ancora gocciolo della mia, punto in comune di arrivo. Ti stendi al mio fianco e mi prendi la mano tenendola unita alla tua, puntiamo contemporaneamente i nostri occhi, ora diventati un tutt’uno, al buio cielo, imbattendoci nuovamente nella sua maestosità nera e infinita, rimasta lì a guardarci. Ed è lì che ho sentito e sfiorato con mano quanto quel momento fosse così dannatamente perfetto e su misura per noi due;  sì io e te felici insieme, proprio lì sul balcone di casa mia.
Noemi Petrachi

foto dal web

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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