Consigli per letture – Gennaio 2017 – a cura di Mariantonietta Valzano

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Antonio Manzini e Rocco Schiavone        

  • Pista nera (2013), Sellerio editore
  • La costola di Adamo(2014), Sellerio editore
  • Non è stagione (2015), Sellerio editore
  • Era di maggio(2015), Sellerio editore
  • Cinque ndagini romane per Rocco Schiavone, Sellerio Editore, 2016 (racconti)
  • 7/7/2007 (2016), Sellerio editore

 

 

La sensibilità di uno scrittore si vede da alcuni dettagli:Manzini-STAGIONE1.jpg

  • saper far comprendere i sentimenti
  • saper descrivere le contraddizioni dell’animo umano
  • saper dare ai personaggi il respiro universale della vita.

Antonio Manzini riesce con disinvoltura e capacità a soddisfare tutte e tre queste condizioni. Il suo Rocco Schiavone è compendio di sentimenti e contraddizioni, un vortice di valori e debolezze che sono alla base del vivere moderno in questo tempo, dove è difficile mantenere la rotta sulla barca in tempesta degli eventi che riempiono e soffocano talvolta l’anelito di fiducia di questa umanità che tende a spegnersi. Il suo vicequestore ha un senso della giustizia anarchico per una legge che non difende i deboli e non sempre persegue la giustizia, pertanto il suo istinto lo porta a sopperire alle falle di un sistema insufficiente. Tuttavia in questo periodo storico la coerenza dei valori non sempre può svilupparsi in modo sereno, quindi il suo travaglio interiore è il terreno su cui fioriscono le contraddizioni dell’animo umano: rapporti sentimentali che risentono di un dolore non risolto, rifugio nella marijuana come palliativa medicina, piuttosto che nell’affrontarsi nel profondo ‘io’.

timthumb-phpSchiavone è umano.

Umano nel bene e nel male.

Umano nella sua solitudine come è umano nella sua ribellione alle regole, nella sua integrità di servitore di uno Stato che ‘’mette in condizione di povertà’’ i propri cittadini.

Rocco in questa anomala società segue le sue regole per perseguire la giustizia ed è nella sua essenza un uomo saggio che cerca il sole tra le nuvole di un cielo grigio.

 La mancanza è differente dall’assenza…perché l’assenza è il fatto una persona non c’è …..la mancanza è ciò che nel cuore viene a mancare quando una persona non c’è.

Questa è una piega dell’animo umano su cui molte cicatrici lasciano il segno. Da qui la necessità interiore di prolungare la presenza quotidiana di chi non c’è più, in una sorta di visione allucinatoria che è al contempo riflessione di una metà di sé stessi che d’improvviso è venuta a mancare, senza dare la possibilità di sopportare tale mancanza. La morte della moglie segna una linea indelebile nell’animo di Rocco che vive un rapporto con la realtà sfumato in una non realtà, proprio per sopportare l’insopportabile.

Manzini riesce ad inserire una trama avvincente e articolata in molte sfaccettature che rendono la sua scrittura agevole e coinvolgente per il lettore. Ci si accosta volentieri ai suoi scritti, che costituiscono un momento di riflessione anche per le tematiche a sfondo sociale che vengono toccate.

Come sempre la lettura del libro arricchisce anche la visione del film di caratteristiche che danno fondamento e rendono le opere di Manzini una ‘Treccani’ sull’uomo moderno, tanto da essere uno degli autori preferiti dal pubblico e lettori maschili, i quali si ritrovano in questo uomo forte e debole, un orso sensibile che combatte ogni giorno con la rabbia e l’incanto di chi crede ma talvolta dubita.

Mariantonietta Valzano

 

 

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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