“A proposito di editoriale…” di Maria Rosaria Teni

indexQuesta riflessione giunge dopo aver letto l’editoriale del direttore de L’Espresso, Tommaso Cerno, apparso sul n.32 del 7 agosto scorso, in cui si coglie il senso di ciò che rappresenta oggi “essere schierati”, ossia stare dalla parte della verità, «…del buon giornalismo d’inchiesta». Nell’articolo di Cerno si sottolinea opportunamente che la funzione di un editoriale è appunto quella di «…condividere un po’ di questo modo di essere…», per citare testualmente e si mette a fuoco il punto nodale di un deficit politico-sociale che sta investendo i “delusi”, coloro che ormai non si riconoscono in alcun partito o schieramento e non assumono, pertanto, alcun leader politico a proprio rappresentante. Io penso che  “delusi” siano  coloro che si sono rassegnati supinamente a una politica personalistica e opportunista – quando non è ballerina; coloro che celano una coscienza tra le pieghe di un reflusso di uguaglianza mai raggiunta e di democrazia utopistica. Cerno ha messo in chiaro che  bisogna seguire una linea e non impaludarsi in un qualunquismo di comodo, una linea universalmente valida: la linea della verità, dell’onestà, della correttezza e della virilità intellettuale che assimila l’uomo a garante della democrazia  nel suo significato più autentico: potere del popolo.
La storia è disseminata da esempi illustri  di chi ha fatto sì che la democrazia concorresse a garantire uguali prerogative e uno stato di diritto. Oggi potremmo chiederci: quale diritto? Quello che si arroga il politico di turno per godere di privilegi stantii e vergognosi a scapito dell’assunzione di un’economia che strozza i cittadini? Quello che pervade la classe dirigente a dirimere le idee e le opinioni usando una miriade di mezzi di comunicazione, invadendo esseri inebetiti di messaggi avulsi dalla realtà e imbavagliando la libertà di espressione?
La libertà conquistata a “muso duro” è stata barattata in cambio di un acquiescente modus vivendi basato sempre più su un’omologazione assestata su modelli standard di società pseudo-civilizzata e moderna.
E allora mi sento di dire: «Alziamo la testa, risvegliamoci da questo intorpidimento esistenziale e cominiciamo a pensare autonomamente, a dire come e cosa pensiamo senza nasconderci e senza vergognarci di esporre le nostre opinioni!».
Raccontare l’Italia di oggi vuol dire forse sentirsi partecipi di una comunità che ancora amiamo. Esprimere il proprio pensiero e usare la penna consente di uscire dal vuoto di una realtà sovrappopolata di niente.
Maria Rosaria Teni

Annunci

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in Editoriale. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...