“Sgarbi e la lectio magistralis che non c’è stata” di Maria Rosaria Quarta

In occasione dei festeggiamenti di Sant’Antonio Abate, patrono del Comune di Novoli (LE), la fondazione Fòcara, guidata dal direttore artistico Loris Romano, ha organizzato, in diversi ambiti e luoghi, un fitto programma di manifestazione musicali che hanno portato a Novoli, sia nelle piazze che nel Teatro Comunale, personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui il noto pianista Francesco Libetta, Antonella Ruggiero e i Coniglioviola, le cui esibizioni hanno emozionato il pubblico catturandone l’attenzione, e ancora Marlene Kuntz, i Subsonica, il vignettista Lele Vianello. Tra gli artisti coinvolti quest’anno: Regina Josè Galindo, star internazionale della performance, che si è fatta avvolgere da una montagna di fascine richiamando simbolicamente, attraverso il momento purificatore della Fòcara, le persecuzioni medievali, le discriminazioni, i riti , i sacrifici a cui soprattutto le donne sono state sottoposte. Baruchello che ha curato, in modo meno invasivo rispetto agli anni precedenti, la decorazione della Fòcara, un falò tra i più grandi del Mediterraneo, di circa 25 metri per 30. In ultimo, Vittorio Sgarbi che ha tenuto o meglio avrebbe dovuto tenere una lectio magistralis sul culto e sull’iconografia di Sant’Antonio Abate, protettore del fuoco.
Preciso che in onore del Santo Patrono, che si festeggia il 17 gennaio, nella serata della vigilia si usa accendere una grande pira, chiamata appunto “Fòcara”, fatta di tralci di vite, residuo della mondatura delle piante prima che riprendano la nuova vegetazione. È un’usanza questa che fonde con la religione cristiana riti propiziatori precristiani del mondo agricolo, legati al rinnovamento, recuperando il valore sacro del fuoco, come simbolo di purificazione e catarsi, che brucia il vecchio per dare spazio al nuovo. A partire dalla nascita della Fondazione, il falò è stato arricchito con decorazioni dal forte valore simbolico che hanno coniugato la più antica tradizione per la sua costruzione ai diversi aspetti dell’arte contemporanea, grazie alle insatallazione di artisti contemporanei di levatura internazionale come Jannis Kounnellis, Mimmo Paladino, giusto per citarne alcuni. Non tutta la cittadinanza in verità ha gradito l’intreccio tra tradizione e arte, forse non conprendendo l’interazione degli artisti e della loro creatività in quanto legata ad un’idea della tradizione, secondo me statica.
Sgarbi nella sua lectio, più vicina in realtà ad uno show ( all’interno del quale è comparso a sorpresa Gianni Ippoliti) ha fatto considerazioni a allusioni trite e ritrite ( a detta di chi lo aveva già ascoltato in altre occasioni) su uomini e donne della politica più o meno recente. Ha preso le difese dell’arte classica e della tradizione artistica più rigorosa, sfiorando in modo alquanto superficiale la specificità di quello che sarebbe dovuto essere l’argomento centrale della sua dissertazione che invece ha basato sulla lettura di brani tratti da saggi di studiosi delle tradizioni popolari infarcendoli, qua e là, da qualche sua superficiale considerazione. Della sua mancata lectio, condivisibile il rammarico per l’abolizione del Ministero del Turismo, la denuncia della pessima salvaguardia della tutela del patrimonio paesaggistico spesso deturpato , la non necessità per un paese come l’ Italia del riconoscimento dell’Unesco, la cui funzione positiva è solo quella di non essere manovrabile in quanto lontana dagli interessi dei poteri locali. Per quanto riguarda la Fòcara, non comprendendone il suo significato, ha proposto l’eliminazione dei fuochi d’artificio usati per l’accensione e si è autocandidato come prossimo Presidente della Fondazione 2017. Pertanto se queste sue richieste dovessero divenire realtà, il che non auspico, per l’accensione del falò del prossimo anno propongo il recupero della pietra focaia in modo che possa accendere la Fòcara secondo i dettami da lui stesso proposti.
Maria Rosaria Quarta

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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