“Rapporto fede-ragione: un breve percorso filosofico” di Gabriella Petrelli

Sin dai primordi l’umanità ha sovente cercato le risposte ai fondamentali quesiti della sua esistenza nelle narrazioni mitico-religiose. Le antiche civiltà orientali custodiscono una molteplicità di miti e di simboli che costellano il patrimonio collettivo delle comunità di appartenenza,dando luogo al senso dell’universo e della vita umana. Le filosofie soteriologiche dell’oriente,il sapere sacerdotale degli antichi egizi, le narrazioni mitiche di Omero e di Esiodo sono solo pochi esempi di risposte collettive, codificate e rassicuranti che danno forma al caos trasformandolo in Kosmos. L’essere umano non necessita di ulteriori risposte fino a quando nel VI secolo A.C nelle colonie greche dell’Asia Minore ed in quelle dell’Italia meridionale nasce un nuovo modo di porsi quesiti riguardo all’uomo ed all’universo ed una differente modalità di indagine. La filosofia è una ricerca razionale e soggettiva sull’universo che intende indagare l’origine ed il fine ultimo di tutte le cose,cercando nella molteplicità dei fenomeni naturali, l’unità dell’essere.Filosofo_detto_omero,_da_villa_dei_papiri,_peristilio_rettangolare
Ma la nascita del logos pone fine al mito?In realtà il mito convive con il sapere filosofico fino al pensiero platonico, utilizzando immagini, simboli, linguaggio, considerando il mito stesso come esplicazione dei concetti filosofici. Lo stesso sapere filosofico viene inteso come conoscenza elitaria che difficilmente può essere messa in discussione. Vi sono, però, in tale contesto delle filosofie come quella di Democrito atea e materialistica e come quella dei Sofisti che sottopongono al vaglio critico della ragione tutta la realtà umana. L’illuminismo greco da essi rappresentato giunge ad una visione relativista e disincantata del mondo ed alla formulazione di un sapere laico e democratico in sintonia con la vita politica dell’Atene del V secolo. In seguito Aristotele distinguerà i due campi di indagine:la fisica,campo di esplorazione della ragione che si realizza nel mondo empirico,mentre la metafisica che tratta delle cause prime della realtà(il motore immobile) e di un mondo perfetto, celeste da contrapporre ala quello terrestre, imperfetto.
L’avvento della religione cristiana pone al pensiero umano questioni fondamentali che concernono l’interpretazione e l’ organizzazione del messaggio di redenzione e di rigenerazione in essa contenuto. La ragione che viene messa in stretta relazione con la fede,ha il compito di discernere i contenuti ,trovando in questi il fine ultimo della sua ricerca .Vi sono differenti interpretazioni del rapporto ragione-fede.Mi piace qui ricordare quella di Tommaso d’Aquino il quale affida alla ragione un ambito autonomo,valido per l’operare umano ma che deve trovare il suo felice compimento in Dio. san_tommaso_aquino
La ragione è ritenuta dagli scolastici come uno strumento ideale per la dimostrazione dell’esistenza di Dio, cardine intorno al quale ruota la vita dell’uomo. L’inizio dell’età moderna conduce ad un conflitto significativo tra ragione e fede dovuto sia a motivi di carattere storico (controriforma) sia alla nuova visione scientifica ed astronomica .Galilei è l’emblema di tale contrasto:egli vive, da uomo di fede, il dramma dell’opposizione della chiesa alle sue scoperte ,ma come scienziato non può rinunciare all’autonomia ed alla libertà della ricerca scientifica. L’ambito scientifico va nettamente separato da quello della fede poiché mentre quest’ultimo si occupa di come “si vada in cielo”, la scienza ha come compito quello di scoprire come “va il cielo”. Liberare la scienza dal rispetto letterale dei testi sacri è utile non solo alle ricerche razionali sulla natura ma alla fede stessa in quanto ambito etico-religioso dell’uomo.
La cultura illuminista assume come fondamento della conoscenza il metodo sperimentale che diviene il paradigma dei differenti ambiti scientifici. L’uso delle tecnica approfondisce il discorso scientifico ed a sua volta esso affina gli strumenti tecnici. L’Enciclopediè è l’esaltazione del progresso e del benessere (la pubblica felicità) che la scienza e dunque la ragione porteranno all’umanità. Kant, nella “Critica della ragion pura conferisce al sapere scientifico una giustificazione filosofica, conferendogli validità oggettiva ed universale.
Ciò che viceversa la ragione non può conoscere è Dio in quanto oggetto del mondo della metafisica. La ragione utilizzata dagli scolastici medievali rivela,per il filosofo di Konisberg, tutta la sua fallacia nel voler indagare un oggetto posto al di fuori dell’ambito empirico. Kant distingue il mondo fenomenico ,della conoscenza scientifica da quello noumenico,il regno dei fini dove Dio trova spazio come proseguo ideale della vita etica. Il positivismo ottocentesco aggiungerà al sapere scientifico il progresso economico ed industriale che si evidenzia nel trionfo del capitalismo e nel connubio tra scienza ,tecnica ed industria. Filosofi come Comte esaltano la scienza come una sorta di religione dell’umanità che sostituisce le vecchie credenze. L’Europa vive negli ultimi decenni del secolo ed alle soglie del primo conflitto mondiale l’euforia di poter conquistare il mondo attraverso il progresso tecnico-scientifico. La medicina sconfigge malattie prima impossibili da curare,la sociologia e la psicologia studiano il comportamento della società e dei singoli che la costituiscono,la chimica e la biologia trasformano l’esistenza umana ,aprendo un campo inesplorato di ricerca. L’avanzamento della scienza è diffuso in ogni settore e l’Europa scopre la propria civiltà”superiore” nella conquista e nel dominio coloniale dell’età degli imperi.
Il primo conflitto mondiale e ancora di più il secondo metteranno in dubbio questa linearità e questo trionfo della scienza:essa ha, certamente, trasformato e migliorato la vita dell’uomo ma anche creato potenti ordigni, gas velenosi, elementi inquinanti che hanno condotto al mancato rispetto dell’uomo e del pianeta. Ciò non vuol dire negare l’ineludibile necessità della scienza di cui non potremo fare a meno ma scorgere i limiti presenti in ogni sapere umano. Gli indubbi sviluppi della scienza medica,hanno posto, per esempio, nuovi quesiti concernenti la liceità o meno di talune tecniche a cui ha cercato di rispondere la bioetica che riflette sulla possibilità della loro realizzazione. Anche la scienza medica,infatti,non può non rispettare la dignità di ogni essere umano di cui si prende cura.
Possiamo ancora credere nel valore assoluto della scienza come facevano gli illuministi ed i positivisti?
L’epistemologia contemporanea nelle sue variegate posizioni, discute sul concetto di scienza e sulla fecondità dei suoi risultati. Ciò non esclude il sapere scientifico ma lo sottopone al vaglio critico della filosofia.
Ed il rapporto con la fede?
Non vi sono delle risposte semplici a questioni così complesse. L’autonomia della ricerca razionale è un dato acquisito ma essa può comprendere tutto l’esistere umano, giungendo a dare delle risposte a quesiti fondamentali che riguardano il senso della vita?
Vorrei concludere lasciando aperta tale domanda, ricordando solo quello che diceva Jaspers, filosofo esistenzialista tedesco.index
Egli dinnanzi a “situazioni limite” ed inspiegabili quali la morte, la sofferenza, l’angoscia, scorgeva la finitezza dell’essere umano e l’aprirsi dell’orizzonte della trascendenza, unico rifugio al naufragio esistenziale dell’individuo.
Gabriella Petrelli

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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