Incontro con Erri De Luca a cura di Maria Rosaria Quarta

Incontro con Erri De Luca a Sternatia, il 7 settembre, nell’ambito della rassegna ” Portami a leggere”,
festival del libro diffuso.

In questo incontro, moderato dalla giornalista Gabriella Della Monaca, lo scrittore e poeta ha presentato il suo ultimo libro ” La parola contraria” edita da Feltrinelli.

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Dopo aver sottolineato nell’incipit del suo discorso, che in Italia la costante di ogni Governo e di ogni riforma della scuola è stata quella di ridurre il peso specifico degli insegnanti, ha chiarito il motivo per cui non gli spetta il nobile e calpestato titolo, di “maestro”, citando un poeta indiano che dice: “maestro non è solo chi sempre insegna ma anche chi improvvisamente apprende”. Da questo punto di vista tutti siamo apprendisti e maestri e l’unico modo per apprendere è il silenzio unito all’ascolto. Ed è proprio questa la tecnica che lui ha usato e usa.
Presentando questa sua ultima opera ” La parola contraria”dichiara di essere stato incriminato per aver detto che la TAV va sabotata in quanto opera non necessaria e, ribadendo la sua affermazione, ne spiega il perché. Ne evidenzia i limiti: la nuova tratta in realtà risparmierebbe meno di un’ora su una linea già esistentete che viaggia già vuota per i due terzi; più che collegamento ad alta velocità sarebbe solo una linea accelerata. Denuncia anche l’inutilità di altre opere pubbliche iniziate e mai finite con grande spreco di denaro pubblico. Per costruire il percorso della TAV, opera che molto probabilmente non sarà completata per mancanza di fondi, in quanto non è finanaziata dalla Comunità Europea, nel frattempo in Val di Susa si stanno sventrando delle montagne piene di amianto ed è per difendere leggittimamente la propria salute che gli abitanti si stanno opponendo. Quindi il “no” degli abitanti di Val di Susa, così come quello di chi si oppone, per la salvaguardia delle coste e del mare, contro la costruzione del gasdotto nel Mediterraneo è ” una parola contraria” per il rispetto della vita degli uomini e del futuro.
De Luca non è nuovo alle tematiche per la salvaguardia dell’ambiente, della salute e della bellezza del paesaggio, grande risorsa del nostro paese, spesso vituperata e oltraggiata per interessi economici di bassa speculazione e profitto e mai sfruttata nelle sue potenzialità. Questo suo interesse nei confronti di ciò che lo circonda, nasce sin dall’infanzia, trascorsa per la maggior parte a leggere la grande quantità di libri presente nella stanza del padre. Attraverso queste letture, da ragazzino si è trovato a conoscere il mondo degli adulti e si è formata in lui una coscienza di accusatore nei confronti di quello stesso mondo scoprendone le fragilità, le crepe e le ingiustizie.”Non è giusto” è stata la sua prima obiezione e la sua prima tappa verso il percorso della conoscenza, attuata attraverso la scoperta della lingua italiana che gli ha aperto gli occhi sulla realtà attraverso il libero uso delle parole. Ugualmente importanti come fonte di conoscenza per lui sono state le voci delle donne che raccontavano storie di fantasmi, di eruzioni, di guerra e di bombardamenti, quelli che hanno devastato Napoli, sua città d’origine, nel corso della seconda guerra mondiale. Queste narrazioni hanno rappresentato per lui una sorta di addestramento a superare la paura del terrore, ridimensionato attraverso l’inserimento di qualche elemento ridicolo. Gli uomini che invece avevano partecipato alla guerra erano più restii a parlarne.
I libri del padre e le voci delle donne napoletane sono state la sua fonte di informazione e hanno fatto di lui una persona che si è appassionata ai racconti, alle parole. Da ascoltatore e lettore si è appassionato alla scrittura. La conoscenza della lingua italiana e la familiarità con le parole lo hanno reso sensibile nei confronti dell’accusa che ha subito per la sua affermazione che “la TAV va sabotata” che gli ha procurato una denuncia, con relativo processo che si concluderà il 21 settembre prossimo. Processo al quale non intende sottrarsi né tanto meno ricorrere in caso di condanna.
L’etimologia della parola sabotare è di origine francese e deriva da “sabot”, “zoccoli”, usati dagli operai della prima rivoluzione industriale per inceppare i telai tessili meccanici; in questo modo esprimevano la propria solidarietà a chi tra loro era stato licenziato perché il suo lavoro era stato sostituito dalla macchina. Lo scrittore precisa che questa parola, secondo le indicazioni del dizionario, non istiga al danneggiamnto materiale ma indica la mancanza o l’erronea applicazione di una disposizione.
Si può sabotare una giornata di lavoro attraverso lo sciopero, una votazione, una riunione, un ordine eseguendolo male ecc…
Erri De Luca rifiuta la censura che gli viene imposta al libero uso delle parole. L’accusa che gli viene mossa è quella di aver usato la parola “sabotare” come istigazione a commettere crimini in base ad un articolo del Codice penale che risale al 1930, al tempo del fascismo, ma oggi in netto contrasto con l’ art. 21 della nostra Costituzione che difende la libertà di parola. Lo scrittore stesso ha spiegato le diverse accezioni della parola ” sabotare” e ha specificato che è la prima volta nella Repubblica Italiana che uno scrittore viene denunciato e processato per l’ uso delle parole.
Concludendo, non mi resta che riflettere che viviamo in un paese in cui la legalità non sempre coincide con la giustizia anzi spesso la legalità stessa avvalora l’illegalità rendendola legale grazie a qualche legge scappatoia.
Per quanto mi riguarda non posso che affermare che ne vale sempre la pena ascoltare chi ha qualcosa da dire alla nostra mente e al nostro cuore. Solo così si scuotono coscienze e si formano consapevolezze.

Maria Rosaria Quarta

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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