“La poesia in primo piano” a cura di Maria Rosaria Teni

Il nuovo anno si apre all’insegna della poesia. In un momento di disorientamento e di apatica sottomissione a sistemi economico-sociali a volte assurdi e quasi paradossali, più che mai si avverte la necessità di realizzare un piccolo spazio dove ancora si verificano guizzi di entusiastica creatività. Il compiacimento provato nel constatare quante altre anime peregrine cerchino affannosamente di ritrovare la propria essenza attraverso la scrittura e l’estrinsecazione dei propri moti dell’animo, mi conforta e mi dà la certezza che ancora non tutto è perduto nello smarrimento della confusione storicamente evidente che stiamo vivendo. In un contesto inevitabilmente compromesso da superficiali e velleitari feticci post moderni si intravede la possibilità di aggrapparsi ad un’ancora salda ed inequivocabile che non produca fraintendimenti e stereotipi gratuiti. Nascono allora le varie attività che hanno sostanzialmente l’obiettivo di incanalare le emozioni e gli stati d’animo che pervadono ognuno di noi trasformandole in creazioni potenzialmente condivisibili con il mondo esterno. Una dimostrazione di questo è la terza edizione del Premio “Vitulivaria”, un concorso che lentamente si sta consolidando e sta conquistando un respiro nazionale tale da determinare un sempre maggior numero di partecipanti. Da tempo sognavo di realizzare un concorso di poesia, ma le inevitabili difficoltà connesse a tale evento mi hanno sempre indotta a ritardare il suo concepimento. E’ stato quando ho capito che in fondo la vita ha un suo precario evolversi, scaturito soprattutto dalla consapevolezza della morte dopo la perdita di mio padre, che ho sentito la necessità di procedere con il tentativo di concretizzare il mio sogno: dar vita ad un concorso che avesse come substrato la terra salentina ( tra l’altro adorata da mio padre, cui si intuisce, è dedicato il Premio “Vitulivaria”) e le sue inconfondibili caratteristiche. Il Premio deve, infatti, il suo nome agli elementi che caratterizzano il tacco salentino, decisamente sui generis sia per le caratteristiche morfologiche che per quelle antropologiche. Accarezzata dal vento e impreziosita da ulivi secolari, generosa e nello stesso tempo amara per essere stata a lungo sottoposta ad attacchi di popoli diversi, operosa ma anche impoverita da emigrazioni massicce verso un lavoro “garantito e sicuro”, la terra salentina ha vissuto una sua storia, parallelamente alla storia dell’Italia, ma sicuramente non ha perso la propria dignità e onestà, elementi distintivi della gente che vive in questo luogo, inebriata di vita, desiderosa di pace e, nello stesso tempo, inquieta come il vento che spira sui due mari. Terra con una connotazione privilegiata resta il Salento, un territorio di frontiera e di transito, crocevia di Oriente ed Europa, luogo di traffici culturali e commerci ma anche luogo essenzialmente poetico, di silenzio, di luce, di malinconia, di memoria, di “vigne di uve nere” e di “ulivi nel vento”, di torri, di chiese e di ninfee. Un Salento che si racconta con gli occhi, che parla di sé e del suo passato; che non è una città ma una costellazione di piccoli mondi pullulanti di vita e di storia, che dopo secoli di oblio e di silenzio escono dal loro torpore. Nelle due edizioni precedenti questa del 2015, si è voluto sottolineare tale legame con il territorio inserendo delle sezioni a tema che avessero la funzione di rimarcare le peculiarità di una terra da sempre aperta allo scambio di culture diverse. In questa terza edizione ( il Premio ha una cadenza biennale), si è compiuto un ulteriore passo in avanti, inserendo una sezione dedicata alla narrativa e scegliendo una tematica che è al contempo filosofica ed introspettiva: “Il tempo: successione di momenti o dimensione dell’anima?” per la poesia e “Il tempo nella memoria” per la narrativa. Credo profondamente nell’importanza della scrittura per rinsaldare il valore della propria essenza nel confronto con le vicissitudini quotidiane. Ho voluto raccontare brevemente la genesi di questo Premio e le motivazioni anche personali che mi hanno convinta a dare vita a voci che non gridano ma sussurrano nei versi la propria dimensione esistenziale.

Maria Rosaria Teni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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Una risposta a “La poesia in primo piano” a cura di Maria Rosaria Teni

  1. mariarosariaquarta ha detto:

    Per chi considera la poesia uno spazio dell’anima che a sua volta si nutre di vita.

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