“Natale attraverso” dicembre 2014 a cura di Maria Rosaria Teni

“Natale attraverso”

Vivo il Natale attraverso la nostalgia di giorni perduti nella nebbia di malinconici ricordi. Assaporo la magia di una festa evocativa che in me suscita uno struggimento tenue e persuasivo che mi sprofonda in inestricabili sentieri senza sole. Attese festose di un Babbo Natale senza identità, per godere la sorpresa di un regalo, e tante voci attorno che ora si sono lentamente attutite nel silenzio del mio mondo ritrovato. Scambio di auguri con sorrisi edulcorati, ma auguri per cosa poi?
Cosa festeggiare se non un rituale irriverente che scandisce ogni anno la celebrazione di un evento invocato a pretesto per abbuffarsi di superficiale consumismo inanimato?
Non so augurare un “Buon Natale”mentre attorno mi sovrastano fantasmi di miseria reale vissuta senza maschera e paradigma di totale inaridimento dell’umanità contemporanea.
Non ascolto gli scampanellanti messaggi che pubblicizzano una festa carica di lustrini atti a mistificare una penombra squallida che ha prosciugato sentimenti e passioni.
Sono ormai satura degli slogan del “siamo tutti buoni a Natale” o “facciamo un po’ di bene a Natale” e ancora “doniamo un po’ di ciò che abbiamo a Natale”!
Quando doniamo un po’ di noi? Di noi che riscopriamo amore in quello che facciamo e non per salvare le apparenze o tappare la voce ad una coscienza che ammette dichiarando un egoismo avvilente. Quando regaliamo un sorriso a chi è solo o una carezza a chi soffre? Una parola dolce, un gesto di affettuosa comprensione senza retorica o routine o ingessati convenzionalismi ridicoli e obsoleti.
Rigurgiti di sensazioni vissute affiorano tra le pieghe del pensiero e, solo per un momento, mi fanno desiderare di ritornare a guardare il mondo con gli occhi di bambina, quando non vedevo null’altro che il mio presente, ciò che in quell’istante avveniva davanti ai miei occhi. I regali, i giochi e i canti tradizionali che incorniciavano le feste natalizie e rappresentavano la colonna sonora di giorni spensierati.
La tipica famiglia italiana, ligia agli usi e ai riti canonici delle festività obbligate. Il vestito della festa, le scarpette nuove che guai a macchiare altrimenti si stava male tutto il giorno per il disappunto, la frangia ben ordinata su un caschetto composto e tutti insieme alla messa del Natale, a vedere Gesù Bambino finalmente collocato su una culletta tutta pizzi e trine, mentre intorno la capanna di paglia trasuda freddo e gelo. Dovrà avrà trovato la povera Maria una culla regale in una miserabile stalla maleodorante e scarna, ancora rientra tra i misteri insoluti che gravano il mio pensare!
Ma agli occhi di un bambino anche questo era normale ed era fantastico ammirare tutti i pastori e le pecorelle immersi nella neve fino alle ginocchia mentre mille luci rallegravano la notte stellata!
Quante stelle in una notte senza luna, dove una grande cometa si erge a timone di un’umanità smarrita nel deserto di un’avventura miracolosa! Quale arcano mistero dirige la vita errabonda di anime nomadi verso una stella di pace che è in alto, inafferrabile e irraggiungibile?
Anche noi, pecorelle e pastori, seguiamo un gregge mediatico che regala effimere chimere, artifici per conservare un senso ad una vita che senso non ne trova, scavando tra le macerie di ingiuste condizioni disumanizzanti che, nonostante tutto, siamo abituati a vedere e a sopportare. Mai come a Natale ci trasformiamo in obbedienti manichini di facciata e adempiamo ai doveri stabiliti, come immersi in un’ipnosi collettiva che rende abuliche le coscienze e si compiace della fatuità dell’attimo fuggente e fuggevole.
Intanto pulsano ore che sfidano emozioni pure che mi lacerano l’anima e mi accorgo di nuotare, ancora una volta, controcorrente.
Editoriale di dicembre 2014
Maria Rosaria Teni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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Una risposta a “Natale attraverso” dicembre 2014 a cura di Maria Rosaria Teni

  1. Le tue riflessioni mi toccano da vicino, però voglio proporti di guardare a “noi” come una monade. In mezzo al frastuono inutile della società che propone un natale con la,n minuscola, noi immergiamoci nel nostro sentirci vicine, in un Natale , che è fatto di ricordi di ogni tipo, dolci e dolorosi, che fanno ancora male e ci fanno ancora sorridere. Sperando….. Oltre …

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