Incontro con la scrittrice Lia Levi a cura di Maria Rosaria Quarta

20141126_191653Su invito dell’Associazione culturale “Viva Mente”, il 26 novembre 2014, nel teatro Comunale di Novoli, Lia Levi,scrittrice ebraica, laica, come ama definirsi, dialogando con Anna Lisa Bari, ha presentato
“Il braccialetto”, edizioni e/o.
In questo suo ultimo romanzo, Lia levi racconta la storia di un’amicizia che nasce in uno dei momenti più drammatici della storia d’Italia, come quello della caduta del fascismo che apre un periodo ancora più incerto e drammatico, che si conclude con l’occupazione dell’Italia da parte dei tedeschi.
Le vicende che hanno come protagonisti due ragazzini quindicenni, uno ebreo: Corrado, l’altro ariano: Leandro, occupano un arco temporale della durata di quaranta giorni e vanno dal 25 luglio al 16 ottobre 1943. L’amicizia che lega i due protagonisti, che appartengono a mondi sociali e culturali diversi, si rinsalda poco a poco e si basa sulla reciproca curiosità di conoscere l’uno il mondo dell’altro, fino a desiderare di prenderne il posto. Fattore comune che li lega è la solitudine , dovuta a diversi motivi: Corrado è costretto nel ghetto dove frequente la scuola ebraica, Leandro è lontano da casa , e vive presso una prozia, a Roma , per poter frequentare il liceo Visconti, tanto agognato dall’amico. Altro elemento che li unisce è l’insofferenza e la disistima nei confronti delle rispettive famiglie.
Terzo protagonista del racconto è il braccialetto, che appartiene alla madre di Corrado e che per quest’ultimo rappresenta il prezzo del riscatto da pagare ai tedeschi. Quando questi chiedono agli ebrei romani la consegna di 50 chili d’oro, per evitare la deportazione, il giovane protagonista pensa di poter riacquistare la possibilità di ritornare a frequentare il liceo statale ,che era stato costretto ad abbandonare dopo le applicazioni delle leggi razziali nel 1938. Ma scopre che il braccialetto non c’è più, in quanto i suoi, senza dirgli nulla, lo hanno già ceduto. La sua speranza si trasforma in delusione, amarezza. Alla fine del racconto si scoprirà che la verità non è quello che sembra.

Un momento dell'intervista di Maria Rosaria Quarta a Lia Levi

Un momento dell’intervista di Maria Rosaria Quarta a Lia Levi

Alla domanda di cosa abbia voluto trasmettere ai giovani raccontando la storia di un’amicizia che nasce in uno dei momenti più drammatici della nostra storia,tra due ragazzi che appartengono a mondi diversi, Lia Levi risponde che il messaggio è implicito in quanto l’amicizia tra i due, piuttosto che basarsi sulle uguaglianze, affronta attraverso la diversità un problema di identità e di accettazione delle sfumature della propria esistenza e del proprio modo di essere.

Riflettendo sull’attualità del valore dell’amicizia la scrittrice risponde che essa rappresenta un valore eterno ed è un bisogno e un sentimento a cui nessun uomo può sottrarsi. Ricorda inoltre che gli ebrei protagonisti dei suoi romanzi sono appunto quelli non deportati ,che sono riusciti a salvarsi dai campi di concentramento, proprio grazie ai solidi rapporti di amicizia.

Alla richiesta se sia possibile fare un paragone tra lo sterminio degli ebrei durante il nazifascismo e l’attuale rapporto conflittuale tra gli israeliani e i palestinesi,risponde che è semplicistico fare un parallelismo in quanto la questione arabo palestinese ha le tipiche caratteristiche della guerra, per quanto triste e crudeli queste possano essere. Mentre sul piano della logica e della storia il genocidio che ha coinvolto milioni di individui, durante il nazifascismo, ha risposto alle regole dello sterminio che travalicano quelle della guerra che coinvolge le popolazioni in un conflitto per motivi territoriali. Per un ebreo il certificato di nascita corrispondeva al certificato di morte. La logica dello sterminio era quella :m “ti ammazzo perché esisti”.

Alla motivazione della finalità della sua produzione letteraria, risponde che i suoi racconti vogliono essere memoria, perché, anche a distanza di settant’anni , non si perda il senso di un dramma che segnò, insieme alla storia dei popoli, le vicende di milioni di individui che videro negata la propria esistenza e sconvolta la propria vita. La Levi spiega che la forma del romanzo è quella più appropriata per raccontare le vicende storiche, filtrate attraverso i personaggi,con i quali per il lettore è più facile identificarsi.

Maria Rosaria Quarta

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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