RACCONTI DI VIAGGIO

SOTTO UN CIELO DI STELLE

Riflessioni su 3 giorni intensamente vissuti a Lumas/Mollas (Albania), per chi le voglia fare sue.

Si, proprio sotto un cielo di stelle, quel cielo che puoi vedere bene solo quando non c’è inquinamento luminoso a far da barriera e che ho trovato, splendido, in quei giorni in Albania. Dopo ore di intenso lavoro, non avendo altro da fare se non leggere un libro che all’improvviso ti sembra inutile perché per far andare la fantasia ti basta alzare lo sguardo e rimirare ciò che nel mondo cittadino con i suoi lampioni, i fili di un ancora più inutile tram, o, poco fuori dal centro, le pale eoliche…non ti degni neanche più di guardare.

E così mi son trovato a fissare le stelle e, perdendomi in esse, tra dubbi, dolore e rabbia ho provato l’impulso di gridare forte “Dio della giustizia dove sei? Perché qui come in tante parti del mondo sei assente? Perché permetti le gravi disuguaglianza economiche, le guerre, la fame, le morti dei bambini, le innumerevoli miserie umane…” E mi sono vergognato dei miei/nostri affanni quotidiani: le tasse che ci strozzano, gli orari da rispettare, e ogni altra sciocchezza da cui ci facciamo condizionare e angosciare.

Poi ho pensato che il Dio che chiamo in causa ad ogni difficoltà è il mio alibi morale per giustificare le mie inadempienze. Quel Dio che vedo assente è il pungolo al mio agire, se riesco a recepire le sue sollecitazioni, perché se ero in Albania, qualcuno mi ci deve aver mandato (magari per mezzo di un amico che me lo ha proposto), me come tanti altri. Minuscoli esseri umani che con dolore, dubbi e rabbia dove occorrono ma anche con  forza e coraggio, facciamo la storia, non quella dei libri raccontati dai potenti, ma quella dei piccoli che costruiscono un mondo migliore.

In quei giorni, in ambulatorio mi sono vergognato della mia pancia che non vuol scendere, mentre visitavo alcune donne così magre che qualcuna pesava appena 40 kg e suor Teresa mi diceva “…dottore, ma se non hanno da mangiare! Solo patate, pomodori, fagioli, le uova perché hanno qualche gallina; formaggio e latte devono comprarli e spesso non ce la fanno. Chi ha una mucca è “ricco”!!…”

In quei giorni ho visto tante donne, giovani ma già vecchie, consumate dalla fatica e dal sole dei campi che lavorano, ho toccato la loro pelle secca e le loro mani nutrite di fatica. Il groppo in gola che ti modifica la voce lo ricacci perchè non è “professionale” manifestare  il dolore che ti agguanta per le situazioni che vedi. Ma loro no, la maggior parte ti presenta un silenzio dignitoso, ma alcune non riescono a trattenere le lacrime per la propria disastrosa situazione familiare. Una poi aveva dei lividi sospetti ma se cerchi di capire, con discrezione, per carità, si erge un muro: l’inferiorità della condizione femminile, in questa come in tante altre parti del mondo, è ancora più assoluta. Allora taci, per non imprecare, taci per l’impotenza: in 3 giorni che puoi fare se non cercare di alleviare quel poco che puoi dal lato medico?

Mancavo dall’Albania da circa 10 anni. Ero emozionato al pensiero dei volti, delle situazioni che ho lasciato: come era cambiata? All’epoca,  si sparava ad ogni ora del giorno e della notte, c’era il coprifuoco…: tornare in Albania vi assicuro che non  è stato per me indolore. Ero anche curioso, tornando, di vedere il cambiamento. Ero già stato ad Elbasan, a Tirana e in altre città. Ora le ho trovate decisamente migliorate; i segni dell’allora recente disastro della dittatura sono quasi ormai solo un brutto ricordo. Ma ora come allora, appena dalle città si passa alle campagne, alle montagne, si nota il divario stridente tra l’una e l’altra realtà. E’ come se si imbellettasse la casa (l’intera Albania) curando l’apparenza (le città) ma si buttasse la polvere (le realtà rurali) sotto i tappeti.

Gianni Di Miscia

 

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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