Dietro le quinte del “Maggio Salentino”. Intervista a…

Pasquale Palomba: Assessore all’Associazionismo e alla Pubblica Istruzione del Comune di Novoli.

 

Caro assessore, Lei è molto sensibile e disponibile alla collaborazione ad eventi culturali e ha sostenuto e sostiene le iniziative dell’Associazione “Viva Mente”. Crede che tali manifestazioni possano contribuire alla crescita culturale del nostro Comune?

 

In quanto assessore all’associazionismo puntualmente, come ogni anno, calendarizzo insieme a tutte le associazioni, culturali o di altra natura, eventi che le stesse intendono promuovere nel territorio. Non faccio altro che mettere a loro disposizione i contenitori presenti nel nostro Comune in modo che queste possano testimoniare la loro creatività e la loro passione, coinvolgendo l’intera comunità.

La collaborazione con l’Associazione “Viva Mente” è nata spontaneamente ed è dovuta in modo principale al fervore e alla dinamicità che la contraddistinguono come promotrice di eventi culturali. Io non ho fatto altro che assecondare tale volontà una volta resomi conto della qualità e della professionalità dimostrata nell’organizzare eventi, tra cui ricordo il Concorso Nazionale di Poesia “Vitulivaria”, la manifestazione tenutasi in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e le numerose presentazioni di libri e recital, fino ad arrivare all’attuale manifestazione in programma:”Il Maggio Salentino”.

 

 

Intervista al coreografo Antonio Corrado, Maestro della scuola “Danza 2” di Campi Salentina.

 

Non è la prima volta che lei, caro Maestro, accoglie propositivamente e con entusiasmo l’invito a collaborare alle iniziative promosse da “Viva Mente”. Ci vuole spiegare come nella fattispecie si innesta la danza nel percorso musicale vivaldiano?

 

Per me è sempre importante collaborare con “Viva Mente” perché si propone come stimolo culturale ed emotivo grazie alla sensibilità che la contraddistingue.

“Le Stagioni” di Vivaldi rappresentano all’interno del repertorio classico una pietra miliare sia per la musica che per il concetto naturalistico che le caratterizzano e con cui un coreografo o un danzatore prima o poi si devono confrontare.

 

Lei crede che eventi culturali di questo tipo, dove la musica, la danza e la poesia si incontrano, possano coinvolgere un pubblico giovanile e stimolarlo?

 

Credo nell’andare avanti per la propria strada e che sia importante seguire il proprio sentire ma ugualmente importante è che la cultura sia diffusa, sostenuta e promossa affinché incida più concretamente nella realtà. Il pubblico deve essere aiutato ad acquisire l’amore e l’interesse per il teatro, inteso come rappresentazione e anche fusione tra i diversi generi.

 

 

Intervista ad Annamaria Mazzotta, docente di Tastiere storiche al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.

 

Come mai ha scelto di proporre “Le quattro stagioni” di Vivaldi?

 

Le Quattro Stagioni Vivaldiane sono fra i concerti più eseguiti. Esse, però, non descrivono solo l’aspetto naturalistico di ogni stagione perché il loro significato va al di là di questo assunto. In ogni ‘stagione’, Vivaldi ha saputo raccontare, dipingere, descrivere,con la sua vena artistica, anche la sfera emotiva dell’essere umano. Si può affermare che rappresentano la sintesi di tutto lo stile del compositore. Occorre tener presente, inoltre, che per parecchio tempo la musica del periodo barocco e classico è stata considerata semplice, di facile esecuzione e di poco interesse armonico. Le sonate di Mozart, per esempio, spesso venivano eseguite all’inizio di un concerto, al puro scopo di ‘scaldarsi le mani’. Diciamo pure che il Romanticismo aveva oscurato il periodo classico e ancor di più quello barocco. Questo errore nasce anche dal fatto che gli esecutori del ‘900, hanno guardato alla musica antica con i canoni della loro epoca non ponendosi il problema di una prassi esecutiva che esulava dai canoni novecenteschi. Autori come W. A. Mozart, Haydn, erano considerati compositori brillanti, ma la loro arte non era paragonabile a quella dei compositori romantici. La stessa l’impalcatura architettonica di J. S. Bach era considerata pesante e di difficile comprensione. Ora, al di là della bellezza melodica e degli ‘effetti speciali’ che Vivaldi fa usare agli esecutori nella descrizione naturalistica, le ‘stagioni’ presentano dei momenti di alto lirismo che descrivono i sentimenti umani. Inoltre, ancora oggi, non tutti sanno che ad esse sono connessi dei sonetti e che abbondano di didascalie atte a spiegare sia la natura, sia l’uomo.

 

 

Vuole chiarire la corrispondenza fra “ naturalismo e implicazioni psicologiche”?

 

Secondo Cesare Fertonani, le Stagioni sono una ‘metafora della vita’, in quanto rappresentano l’essere umano, le gioie,,le avversità che l’uomo deve superare per uscirne vittorioso. Esse sono un racconto: raccontano della condizione umana sottoposta alle leggi che la natura impone. Nel concerto RV 249 La primavera, l’uomo si trova, come mi piace definirlo, in uno stato di ‘grazia’; i quadretti descritti dalla musica vivaldiana emanano la freschezza tipica della stagione, tutta la natura, e quindi anche l’essere umano, vivono momenti di leggiadriadovuti all’arrivo della stagione del risveglio: ‘Giunt’è la primavera e festosetti la salutan gli augei con lieto canto’ . Non a caso per questo concerto Vivaldi sceglie la tonalità di mi maggiore che meglio esprime le scene bucoliche. Nel concerto RV 315 L ‘estate, la natura si manifesta funesta, maligna; questo è il più ispirato dei concerti delle stagioni e l’essere umano sembra subire l’asprezza della stagione la quale non è affatto benevola. Pagine di phatos musicale sono contenute nel pianto del pastorello ‘perché sospesa teme fiera borasca il suo destino’. Il tema del temporale è il leitmotiv dell’estate e la tempesta descritta potrebbe essere paragonata alla tempesta dell’animo umano dovuta agli affanni, alla lotta che l’uomo deve compiere per la sopravvivenza . Il concerto RV 293 L’autunno, propone un tema goliardico: la festa per il raccolto abbondante e la vendemmia, il sonno degli ubriachi , la caccia alla volpe (passatempo preferito dai nobili) sono i quadretti che Vivaldi dipinge; nell’autunno la natura è benevola e l’uomo vive, gode di questa benevolenza. Nel concerto RV 297 l’Inverno, la natura si presentacruda, il gelo, le rocambolesche cadute dell’uomo sul ghiaccio e il conseguente rifugio vicino al focolare domestico sono le scene descritte. Quindi le stagioni si presentano come dei quadretti teatrali e ci parlano dell’uomo, del suo’ modus vivendi’, delle sue debolezze, delle sue gioie. La scelta della tonalità in cui ogni stagione è scritta sottolinea il carattere della stessa e dei sentimenti umani. In questo periodo vi è uno stretta corrispondenza fra musica e sentimenti umani ed era compito del compositore rappresentare questa relazione. Ed ecco perché ogni stagione ha la sua tonalità : mi maggiore per la primavera che, come ho già detto,è adatta a rappresentare le scene bucoliche di pace di dolcezza ( solo l’episodio del temporale crea una frattura).Sol minore per l’estate: è questa la tonalità che meglio esprime la spossatezza, la desolazione della stagione e il dramma umano poiché ’piange il pastorello e teme fiera borasca il suo destino.’ L’autunno è in fa maggiore, la tonalità dei corni usati nella caccia. Nell’autunno tutto è goliardia, la danza per il raccolto e la vendemmia ‘ celebra ilvillanel con canti e balli del felice raccolto il bel piacere’,il sonno degli ubriachi, la caccia, sono i temi proposti in questa. Il fa minore, tonalità dell’inverno, è quella che meglio descrive la crudezza della stagione, ‘aggiacciato tremar tra nevi algenti’ e le rocambolesche cadute cadute dell’ uomo sul ghiaccio, ‘gir forte sdrucciolar cadere a terra’, il tutto però trova la pace nel focolare domestico ’passar al foco i dì quieti e contenti’. Nnonostante la sua crudezza, questa stagione porta tanta serenità ‘ questo è ‘l verno, ma tal che gioia apporte.’

 

Quanto c’è di tipicamente veneziano nella musica di Vivaldi quanto di europeo?

 

Diciamo pure che Vivaldi fu tenuto in grande considerazione fuori Italia. I tedeschi lo ammiravano e cercavano di imitarlo; Bach, addirittura trascrisse alcuni suoi concerti al cembalo. Gli Italiani lo criticavano, Goldoni reputava Vivaldi compositore mediocre ma eccellente violinista; in effetti Vivaldi quando scrive per violino scrive esattamente per le sue capacità. Dobbiamo tener presente che siamo in un periodo in cui la musica italiana era al centro del panorama europeo; sicuramente Vivaldi abbonda nell’uso della retorica, questa è senz’altro una tendenza di tutta la musica del periodo, ma è nei compositori tedeschi che questa arte trova la sua migliore applicazione. In questa applicazione delle frm credo che Vivaldi si avvicini ai compositori tedeschi. L’uso di ornamentazioni quali le terze e la suspension (pausa di espressione) che troviamo nel primo tempo dell’estate, si avvicinano al gusto francese. Il ritmo puntato che imita l’andatura dei cavalli al trotto si avvicina più al gusto italiano. Va fatta anche un’altra considerazione, in quel tempo si viaggiava molto quindi i gusti e le tendenze si amalgamavano facilmente. Per quanto riguarda Venezia, essa fu senz’altro al centro della produzione artistica Italiana; era, per posizione geografica, il tipico’Porto di mare’ dove confluivano diverse culture.

 

Rimane qualcosa della musica di Vivaldi nella grande stagione melodrammatica dell’800?

 

Ogni epoca nasce sul passato e getta le basi per il futuro .Non potremmo spiegarci il romanticismo se non ci fosse stato il classicismo. Vivaldi vive nell’epoca di Farinelli, considerato il più famoso cantante lirico castrato della storia, le Arie si scrivevano per mettere in mostra le qualità canore del cantante, ricca era pure la presenza del recitativo semplice. Rossini nelle sue opere ne fa ancora un largo uso, ad ogni modo, momenti di alto lirismo sono presenti in tutte le epoche.

 

 

 

Maria Rosaria Quarta

 

 

 

 

 

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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