Gabriella Petrelli

I diritti sono ancora contemporanei?

 

Siamo alle solite. La domanda ineludibile fino all’ultimo giorno prima della pensione, risuona nella mia mente: quanto l’argomento sul “sessantotto” coinvolgerà i miei studenti? Riuscirò ad andare oltre i confini stereotipati del “sessantotto”, mito intangibile e di quello delle nefaste conseguenze del movimento politico-culturale? La domanda è senza risposta. Mentre leggo il famoso discorso di Martin Luther King mi emoziono; accadrà lo stesso ai miei alunni? Ho deciso di proporglielo in una fredda mattina di gennaio, come approfondimento extra-curricolare. Le parole di Martin Luther King ci avvolgono producendo uno di quei rari ma efficaci momenti di sintonia, di comune sentire tra me e i miei alunni, al di là delle barriere, delle incomprensioni che ci potrebbero essere a causa del distacco generazionale. “Ho davanti a me un sogno… che un giorno proprio qui in Alabama i ragazzini negri e le ragazzine negre sapranno unire le loro mani con i ragazzini bianchi e le ragazzine bianche come se fossero fratelli e sorelle. Ho davanti a me un sogno oggi”.

Davanti ai miei occhi scorrono, invece, immagini diverse di violenze fisiche e morali, di mancato rispetto della differente individualità degli esseri umani e della loro dignità. E’ purtroppo vero che, a dispetto del sogno di Martin Luther King, è manifesta una drammatica diseguaglianza che divide ancora oggi gli esseri umani  e rende alcuni di loro (o forse la maggioranza!) più vulnerabili. Ci sono diritti più eguali per taluni e molto meno per  altri: gli immigrati possono tranquillamente (con la buona coscienza di noi tutti) sprofondare nel mare, i ragazzi omosessuali uccidersi  perché si sentono rifiutati dai loro compagni ed amici; gli imprenditori o i disoccupati ammazzarsi poiché non hanno più il coraggio di guardare negli occhi i propri operai o i propri figli  in quanto  privi dell’essenziale dignità che dovrebbe spettare a ciascuno.

“Ho davanti a me un sogno”… Vedo trentuno allievi in religioso silenzio,qualcuno ha gli occhi lucidi. Anch’io.

Mi accorgo di avere le guance bagnate,alla faccia del distacco emotivo dei prof ! Che sogno hanno davanti questi ragazzi? Forse se lo stanno chiedendo anche loro, mentre il suono della campanella segna (questa volta, devo dire impietosamente) la fine dell’ora.

 

Gabriella Petrelli

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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Una risposta a Gabriella Petrelli

  1. Cara professoressa, il suo elaborato è davvero molto pregnante e significativo, non soltanto per il modo egregio con il quale è scritto, ma perché racconta la storia della nostra classe, perché racconta sensazioni, stati d’animo, emozioni realmente vissuti, perché racconta come una nozione, se diffusa con amore e passione, possa creare un legame profondo tra docente e discente. In quella fredda mattinata di gennaio la sua lezione ci ha aperto gli occhi, ci ha riscaldato il cuore, ci ha permesso di comprendere un po’ meglio cosa sia stata la nostra storia e, cosa fondamentale, ci ha fornito degli strumenti per approcciarci meglio a quel cosmo di esperienze, drammi, risate, difficoltà, chiamato vita.

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